“Natale in casa Cupiello”, un classico delle feste natalizie

La commedia dell'attore e regista napoletano è rimasta nel cuori dei meridionali e rappresenta un vero e proprio cult nelle feste natalizie

Natale in casa Cupiello


“Lucariè te piace ‘o presepe?”: quante volte ci è capitato di sentire questa domanda sullo schermo durante le feste natalizie? È la frase in dialetto più celebre della commedia “Natale in casa Cupiello”, senza dubbio un cult intramontabile per i meridionali sopprattutto in questo periodo in cui siamo circondati da luci mozzafiato e presepi di ogni genere.

Inconfondibile e inimitabile nel suo genere, è una delle commedie più famose scritta dal grande Eduardo De Filippo. Nonostante sia stata scritta nel 1931, la ritroviamo in televisione ancora oggi e soprattutto nel periodo di Natale fa sempre ridere i più grandi così come i più piccoli.

Le origini della commedia

Come nasce l’idea di “Natale in casa Cupiello”? Sicuramente non è noto a tutti che la commedia napoletana fu ispirata dalla famiglia Colucci originaria dell’isola di Ischia. I fratelli De Filippo trascorrevano molto tempo sull’isola e molto spesso si recavano a casa del pittore Vincenzo Colucci. Il nipote del pittore, Sandro Petti, dichiarò in un’intervista che molte delle situazioni presenti nel testo teatrale di De Filippo erano state ispirate dalla sua famiglia. È anche qui che il regista partenopeo prende spunto per il siparietto tormentone della commedia: “Te piace ‘o presepe?”

Anche lo stesso De Filippo dichiarò più volte che la famiglia di cui tratta nella commedia è davvero esistita, solo che il suo vero nome non era “Cupiello” e oltre questo non sappiamo nient’altro. Si sa solo che i De Filippo trascorrevano quasi sempre le vacanze di Natale a casa della famiglia Colucci sull’isola ischitana.

Un’altra scena molto divertente che vale la pena ricordare è quella della fuga del capitone, anche quella attinta dalla realtà come svelò sempre il regista tragicomico. Fu la padrona di casa Colucci a chiedere a De Filippo di far rimanere ignoto il cognome della famiglia per non mettere sullo schermo una storia così personale, e così per non dare alcun riferimento si decise di scegliere il cognome “Cupiello”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO