Le origini e la leggenda sulla Madonna di Montevergine

Secondo la leggenda la Vergine è una donna semplice che protegge gli emarginati e i deboli



La Madonna di Montevergine è molto venerata al Sud. Per molti credenti è considerata una “Mamma” celeste tanto che i suoi appellativi derivano proprio dall’adorazione che i cittadini meridionali provano verso la sua icona: viene infatti chiamata “Mamma Schiavona” e “Mamma nera” perché il quadro che la raffigura mostra la Vergine con un colore di pelle scuro, molto simile a quello dei mori (servi di origine nord-africana). Per queste ragioni la Madonna è vista una donna del popolo che sta tra la gente, quasi come una schiava, una mamma che è in grado di comprendere e proteggere le fragilità delle persone semplici.

Il suo dipinto si trova all’interno del Santuario di Mercogliano, in Irpinia. All’interno del quadro troviamo la Madonna che indossa una tunica nera con il bambino Gesù tra le sue braccia: fu dipinto da San Luca a Gerusalemme e poi trasportato nell’abbazia avellinese successivamente. Realizzata su due tavole di pino, ha un’altezza di 4 metri e 30 ed è larga 2 metri e 10. La celebrazione della Madonna viene festeggiata ogni 2 febbraio e 12 settembre.

Le origini del Santuario di Montevergine

Le origini ufficiali del santuario risalgono al 1126, anno in cui avvenne la consacrazione dell’abbazia. Secondo la tradizione, però, l’ascesa di San Guglielmo da Vercelli al monte risale a qualche anno precedente la data ufficiale. Il monaco fondatore del Santuario di Montevergine Guglielmo da Vercelli era intenzionato a raggiungere Gerusalemme ma a Taranto fu assalito dai banditi che, una volta derubato il prete e delusi dal povero bottino conquistato vilmente, lo aggredirono. Il santo vide in quella disavventura un segno della divina provvidenza e fu così che decise di percorrere l’Italia meridionale alla ricerca di un luogo adatto alla sua nuova vita da eremita. Così scelse di percorrere a piedi il monte Partenio, in Irpinia. Da questo momento in poi i discepoli seguirono le sue virtù servendo Dio sotto il suo altissimo insegnamento.

La leggenda sulla Vergine Maria

Secondo un’antica leggenda, nel 1256 due uomini furono accusati di omosessualità e furono legati al freddo senza cibo per punirli delle loro scelte. I due furono puniti per essere stati colti mentre si scambiavano baci ed effusioni e la comunità decise di legarli ad un albero sul monte Partenio e farli morire lì di sete e di fame. Mamma Schiavona, presa dalla compassione per il loro amore e per la tortura che furono costretti a subire, decise di salvarli liberandoli dalle catene. Così permise loro di vivere liberamente i propri sentimenti davanti all’intera popolazione che, preso atto della decisione di Maria, non potè fare altro che accettare l’accaduto. Il miracolo è stato visto nel secoli come un segno di tolleranza divina e da quell’episodio la Madonna è celebrata come la protettrice degli emarginati, dei poveri e dei deboli. La tradizione ci dice che il cuore di Mamma Schiavona sia così puro e gentile da perdonare tutti i suoi devoti che scalano la montagna fino a raggiungere il suo santuario. Per questa storia la Vergine è stata considerata anche la protettrice delle persone gay.

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