giovedì, Luglio 29, 2021
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Presepe napoletano: le origini e la storia

Simbolo religioso per eccellenza, il presepe napoletano è anche una rappresentazione artistica dove si fondono sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana

Il Natale è alle porte e le città sono già illuminate con gli alberi e le luci più colorate. E non solo. Tra i simboli classici del Natale troviamo anche il presepe, una rappresentazione della nascita di Gesù che trae le sue origini da un passato lontano, il Medioevo. Usanza tipicamente italiana, si è nel tempo poi diffusa in tutti i paesi cattolici del mondo. 

Nel corso degli anni questa tradizione ha assunto forme diverse a seconda della città in cui veniva realizzata, ma la vera patria artistica per eccellenza del presepe napoletano è la città di Napoli. Il presepe napoletano, detto “o Presebbio”, oltre ad essere un simbolo religioso è anche una rappresentazione artistica dove si incontrano e si fondono il sacro e il profano, la spiritualità e la vita quotidiana.

La storia del presepe napoletano nel Medioevo

Ma precisamente da dove arriva l’antica tradizione del presepe? I primi a descrivere la Natività furono gli evangelisti Luca e Matteo: in un loro racconto c’è l’immagine di quello che poi nel Medioevo è diventato il “praesepium”, dal latino “mangiatoia”. La prima raffigurazione di un presepe napoletano lo ritroviamo nel 1025, con la classica scena cristiana della Natività: il bambino nella mangiatoia, la Madonna, San Giuseppe, l’asinello e il bue.

Tuttavia il presepe così come lo conosciamo si deve alla volontà di Francesco d’Assisi.  L’idea di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Gesù Bambino venne al Santo d’Assisi a Betlemme nel Natale del 1222, dove ebbe modo di assistere alle funzioni per la nascita di Gesù. Rimasto affascinato da quello che vide, tornato in Italia chiese a Onorio III di poter ripetere le celebrazioni per il Natale successivo. Così un anno dopo, considerando che questo tipo di rappresentazioni non erano concesse in chiesa, San Francesco allestì in Umbria, a Greccio, il primo presepe vivente della storia.

Evoluzione del presepe napoletano dal ‘600 all’età contemporanea

Nel ‘600 il presepe napoletano inizia a diffondersi sempre più, introducendo nelle scene anche la vita quotidiana: è in questo periodo che appaiono le prime statuette che raffiguravano il popolo nella sua semplicità, i pastori, i venditori di frutta e verdura. Un secolo dopo, nel ‘700, il presepe napoletano raggiunge il suo massimo splendore arricchendosi  man mano di ulteriori novità.

Il presepe napoletano ha la caratteristica di poter essere realizzato o in alcuni giorni o in tutti i giorni del periodo natalizio: unica tradizione che bisogna rispettare in tutti i casi è quella di non inserire il bambiniello nella mangiatoia prima dello scoccare della mezzanotte. I pezzi nuovi che nei giorni si scelgono di inserire a proprio piacimento li troviamo nel quartiere di San Gregorio Armeno, strada del presepe più famosa e suggestiva di Napoli.

La strada di San Gregorio Armeno è conosciuta per i suoi artigiani specializzati nella costruzione di pezzi per il presepe napoletano ed è viva non solo nelle festività natalizie ma nell’arco di tutto l’anno. Anche a Spaccanapoli è possibile trovare di tutto per allestire il vostro presepe: dalle casette di sughero, ai mulini a vento e alle cascate, i classici Tre Magi, la Sacra Famiglia, i pastori venditori di frutta e tanto altro. Accanto a queste figure tradizionali dal ‘900 gli artigiani hanno deciso di puntare sull’arma dell’ironia, peculiarità del tutto napoletana, introducendo di volta in volta anche luoghi e personaggi della contemporaneità, spaziando dal mondo della politica a quello dello spettacolo.

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