sabato, Giugno 10, 2023

Tiziana Panella, la dichiarazione sulla 'malattia' che preoccupa tutti: "Sto davvero male.."

Solare, dinamica e dalla forte personalità: questa è Tiziana Panella, conduttrice televisiva e giornalista, uno dei volti dell'emittente La7, dove ha condotto diversi programmi di successo. Nemmeno tutti lo ricorderanno, ma nel 2008 Tiziana Panella è stata coinvolta in una falsa inchiesta ideologica. Insieme al fidanzato Anthony Acconcia, Panella ha dovuto difendersi dalle accuse che legano il suo nome allo scandalo per le modifiche al piano generale di Casagiove.

Tiziana Panella, classe 1968, è nata a San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli. Il suo nome registrato è Emerenziana, ma tutti la conoscono con il nome d'arte Tiziana, quindi è chiamata anche in famiglia. La sua data di nascita? Panella è nata il 24 aprile sotto il segno del Toro. La sua infanzia, Tiziana, l'ha trascorsa con la sua famiglia e due fratelli a San Nicola La Strada, in provincia di Caserta. Fin dall'infanzia, Tiziana si è appassionata non solo al mondo dello spettacolo, ma anche al giornalismo.

La prima soddisfazione di Panelli è arrivata all'età di 18 anni, quando ha vinto un premio letterario offerto da L'Espresso. Nel 1994 realizza I Fatti Vostri, il famoso programma di Raidue, ma anche "Chi l'ha Visgto?" che ha condotto nel 2001 e "Indagine".

Tiziana Panella ha contratto il Covid alla Vigilia di Natale?

Come un partita di Bowling, la cena del 24 ha colpito tutti provocando uno focolaio familiare con uno Strike:
"Anche se abbiamo avuto un ciclo completo di vaccinazioni, richiami, strisci negativi. Sono stato male, molto male".

La giornalista televisiva Tagada, su La7,Tiziana Panella racconta in un'intervista la sua esperienza dopo aver cobtratto il Coronavirus proprio durante le festività natalizie.La donna ha deciso di trascorrere la cena della vigilia di Natale con i parenti perché aveva fatto un ciclo completo di vaccinazioni e aveva fatto un tampone risultato negativo:

"Dopo due anni, sono tornata insieme a mia figlia dai nonni - miei genitori - a Caserta. Insomma, un ciclo completo di vaccinazioni, dosi di richiamo, tamponi negativi… si può fare. Altissimo livello di euforia all'inizio, mia figlia era contentissima di partire. Il giorno 24, c'è qualcosa come una 'cappa'. Il figlio di mio fratello è positivo e mio fratello non è presente. Babbo Natale invece arriva, fa una passeggiata veloce grazie al Covid, e poi va con le renne".

Ma poi a Natale la giornalista si sveglia e avverte i primi sintomi che subito non riconosce. Va in isolamento, sembra andare meglio, ma poi le cose peggiorano.
Panella dice di aver sofferto molto di corea, anche perché è una paziente fragile che ha già patologie pregresse. D'accordo con i medici che la seguono, la donna afferma di aver continuato le sue cure abituali, che dovrebbero aiutarla anche a combattere il Covid. Ma la terapia non basta, sono costretti ad aumentare la dose.

La giornalista racconta la sua sofferenza, durata anche nei giorni successivi al 25 dicembre. E spiega i suoi sentimenti ascoltando il discorso dello scorso anno del presidente della Repubblica, Mattarella, che, dice, sembra rivolgersi a lei.

[…] Maledetto Covid compare quasi subito. Mattarella parla di questa giornata buia senza fine, di medici, di disperazione, di bare. Sto iniziando a piangere. Piango di paura, sofferenza fisica, solitudine. La solitudine può essere un buon compagno di viaggio [...]. Conosco la solitudine del mio cuore e della mia pelle e la considero un buon affare a un costo ragionevole. Ma la solitudine della malattia è un'altra storia. Sento il sangue pompare sotto la pelle e la pelle brucia, tutto, dai reni alle dita, mi fa male. La gola è piena di spilli, la pietra sullo sterno, la testa è una trottola che ruota e pesa. Ho paura.
La donna è sola nella sua stanza. La figlia è negativa e quindi si trova in un'altra parte della casa. Panella, malata della malattia, ricorda quando in trasmissione ha parlato delle bare bergamasche e sa di essere stata fortunata ad essere stata vaccinata.

Guardo la mia stanza accogliente e so che se non fossi stata vaccinata sarei stata in terapia intensiva. Sento la solitudine di chi ha litigato in altre stanze, forse voleva urlare quando non aveva aria per respirare. È disperato per quelli nella stanza, per quelli dietro il vetro. Tanti sono morti soli, troppi. Le ho parlato delle bare bergamasche in trasmissione e non sono riuscita a trovare le parole. Ora queste storie, queste vite, questa solitudine mi feriscono senza medicine.

Una giornalista, quando racconta al Corriere la sua esperienza, si sente già meglio, ha attraversato la fase più delicata della sua malattia, e consiglia a tutti di essere prudenti.

Mi sono già sentito vicino, molto vicino a un burrone in passato. Lo sguardo in basso fa paura, ma la gola sa come tentarlo. Promette pace, è una truffa. Sarà per un'altra volta. Buon anno, abbi cura di te.