domenica, Ottobre 24, 2021
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Alessandro Siani per la Whirpool: l'appello ironico ai politici per "i panni sporchi"

Nella puntata del Tg satirico, Alessandro Siani lancia un appello ai politici per salvare la Whirpool dalla chiusura

In molti dimostrano la propria solidarietà alla fabbrica della Whirpool sita in via Argine a Napoli, che ha fissato per il 15 ottobre il giorno per i licenziamenti: gli operai sono in presidio permanente da 861 giorni per lottare contro la chiusura della fabbrica che metterebbe in ginocchio 350 famiglie. Dopo essere intervenuto di persona il 19 settembre, Alessandro Siani, lancia un appello anche in diretta televisiva.

Durante la puntata di 'Striscia la notizia' il comico napoletano, ora conduttore insieme a Vanessa Incontrada del tg satirico, ha fatto un appello ironico al Governo, perché intervenga nella vicenda Whirpool con più forza. L'appello è serio, anche se Siani preferisce sempre l'ironia per far comprendere al meglio il messaggio che c'è sotto ad un sorriso.

Questo ha detto di fronte alle telecamere di 'Striscia la notizia': "Lo so, amici politici che state molto impegnati perché in ogni partito ci sta uno scandalo, ecco su questo la politica è democratica, ogni partito tiene il suo scandalo. Ma quello che dio io, visto che i panni sporchi si lavano in famiglia, non è meglio che riapriate la Whirpool? Quelli fanno le lavatrici, così voi vi ripulite e loro lavorano. Come si dice in Italia? Una mano lava l'altra."

Anche Monica Buonanno, l'ex assessore comunale al lavoro, ha appoggiato la protesta dei 350 lavoratori con un forte messaggio diretto alle istituzioni: "Se non ora, quando? Whirpool Napoli all'incontro al Mise, l'azienda non cede e resta ferma sulla data del 15 ottobre per i licenziamenti. Significa che il Paese, tutti noi, abbiamo sei giorni per dare corpo e voce ai 350 lavoratori di Napoli che da 859 giorni in lotta e presidio permanente. Ognuno ha la sua arma per dire NO a Whirpool, per dire NO ai licenziamenti, per dire NO alle multinazionali prendi i soldi e scappa, per scrivere e urlare un NO collettivo e popolare a questo scempio a Napoli, al Mezzogiorno, al Paese intero."

 

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