venerdì, Ottobre 7, 2022
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Scandalo in spiaggia a Porto Cesareo: notte bollente sul lungomare e il video finisce in rete

Le dune non sarebbero state in grado di nascondere le effusioni avvenute alle prime luci dell'alba tra la coppia, mentre i fornitori di hotel e aziende erano già in servizio

A Porto Cesareo, nel leccese, una coppia è stata sorpresa a fare sesso nelle acque cristalline della "Spiaggia dei Cesarini", sul lungomare Sgambati. Le dune non sarebbero state in grado di nascondere le effusioni avvenute alle prime luci dell'alba mentre i fornitori di hotel e aziende erano già in servizio. Le immagini bollenti sono state riprese dalla telecamera di qualche passante e il video è diventato subito virale.

Stefano De Maglie, dirigente provinciale dell'Associazione nazionale GloboConsumatori, ha così commentato ai microfoni di Repubblica l'episodio che ha destato scalpore in rete: "Un finale peggiore, non potevamo averlo in questo finale di una folle estate 2021 durante la quale, tra pandemia, divieti e green pass ci troviamo anche a dover assistere a un video ormai virale che denuncia inequivocabilmente il degrado con cui hanno dovuto convivere tanti cittadini ma, soprattutto, turisti".

Il commercialista conclude: "Che sarebbe stata un'estate difficile era, quindi, perfettamente immaginabile ma, mentre altre località turistiche si sono organizzate per tempo con la richiesta di rinforzi da parte delle forze dell'ordine e piani operativi per affrontare al meglio la sfida, a Porto Cesareo, si è, invece, preferito puntare su altro, perdendo l'ennesima buona occasione per raccogliere una buona fetta di turismo di qualità che, in questo modo, per il futuro, sceglierà altre mete. I danni di immagine per questa località e per chi investe nel territorio con tanto coraggio sono, quindi, incalcolabili e, come al solito, non ci saranno responsabilità su nessuno".

In Italia, il reato di atti osceni in luogo pubblico prevede che "chiunque, in luogo pubblico o aperto esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro. Si applica la pena di reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all'interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò derivi il pericolo che essi vi assistano".

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