Straordinaria scoperta al Sud: l’ufficiale che morì per aiutare gli abitanti durante l’eruzione del Vesuvio

Riprendono gli scavi dopo il ritrovamento di 300 fuggiaschi nell'antica spiaggia che conduceva alla Villa dei Papiri ad Ercolano

Foto Facebook Fasti Online - Ufficiale di Plinio il Vecchio


In questi giorni il Direttore degli Scavi di Ercolano, Francesco Sirano, ha firmato per la ripresa degli scavi nell’antica spiaggia che conduce all’imponente Villa dei Papiri, dove negli anni 80′ vennero ritrovati 300 resti umani di coloro che cercavano di salvarsi dalla violenta eruzione del 79 d. C. Tra i ritrovamenti più importanti ci sono i resti di una delle vittime che sembrerebbe un ufficiale di flotta.

In un primo momento si era pensato che l’uomo fosse un semplice soldato, ma uno studio più attento ed approfondito ha messo in luce nuovi elementi che farebbero pensare che fosse un graduato. Secondo la dichiarazione fornita all’ANSA dal direttore degli scavi: “Potrebbe trattarsi di un ufficiale della flotta che partecipava alla missione di salvataggio lanciata da Plinio il Vecchio per soccorrere le popolazioni dei centri e delle ville affacciate su questa parte del Golfo di Napoli.

Oltre lo scheletro, classificato con il numero 26,  sono stati ritrovati degli utensili da carpentiere contenuti in una sorta di zainetto dalla forma quadrata, una parte dell’armatura che indossava, con un cinturone di cuoio con lamine d’oro e argentouna spada (legata allo stesso cinturone) con un’impugnatura d’avorio e un pugnale finemente lavorato in materiali pregiati. Accanto al corpo sono stati rinvenute anche diverse monete: 12 denari d’argento e due d’oro (che corrispondeva allo stipendio mensile di un pretoriano). Secondo le analisi effettuate sulle ossa, queste appartenevano ad un uomo tra i 40 e i 45 anni, in ottima salute, abituato all’attività e allo sforzo fisico.

Dato l’equipaggiamento ritrovato accanto al corpo le ipotesi sono due: per la prima ipotesi l’ufficiale era un pretoriano; mentre l’altra ipotesi lo designa come membro della flotta di Plinio il Vecchio. Entrambe le teorie possono essere vere in quanto all’epoca dei fatti, due erano le guarnigioni presenti sul territorio Campano. Ciò che rende la seconda supposizione più accreditata è un ritrovamento avvenuto agli inizi del 900′: a Bottaro presso Pompei, venne scoperto un corpo, identificato come l’Ammiraglio della Flotta, con indosso armi simili a quelle dell’ufficiale di Ercolano.