Tumore al seno: scienziati del Sud scoprono ‘interruttori per spegnerlo’

Individuate le molecole di RNA che regolano i geni e alimentano o 'disattivano' il tumore dopo il trattamento

Francesco Nicassio & PierPaolo Di Fiore


Lo studio italiano pubblicato sul Journal of Cell Biology dimostra l’esistenza di due molecole di RNA (Micro RNA), che al contrario delle altre molecole, non portano informazioni per produrre proteine, ma regolano centinaia di geni tra cui quelli che mantengono attive le cellule staminali che alimentano il tumore e la ricomparsa dopo il trattamento. Spegnendo questi “interruttori” il tumore perde il motore che lo alimenta, scomparendo del tutto.

La Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ha sostenuto lo studio che ha permesso l’identificazione delle molecole di MicroRNA correlati alle cellule staminali presenti nella mammella e anche quelle del cancro al seno. La straordinaria scoperta si deve all’incessante collaborazione di due team di ricercatori con a capo due meridionali: Francesco Nicassio (coordinatore del Center for Genomic Science – CGS) e Pier Paolo di Fiore (Istituto Europeo di Oncologia – IEO).

Secondo la dichiarazione di Chiara Tordonato, ricercatrice presso IEO e l’Università di Milano e prima autrice dell’articolo: “I livelli di questi due micro RNA tendono a essere molto elevati nei tumori al seno più aggressivi, i quali presentano un alto numero di cellule staminali tumorali. Abbiamo ipotizzato che i miR -146a/b potessero essere necessari per mantenere il pool di cellule staminali tumorali. E’ stato sufficiente distruggere questi due micro RNA nelle cellule tumorali derivate da pazienti per ridurre la capacità di tali cellule di formare nuovi tumori.

Alla dichiarazione della ricercatrice Chiara Tordonato, si aggiunge quella di Francesco Nicassio : “I nostri risultati mostrano chiaramente che la riduzione dei livelli di miR-146a/b rappresenta un approccio potenzialmente in grado di superare alcune forme di farmacoresistenza in ambito clinico, smascherando una vulnerabilità nascosta del tumore che può essere sfruttata per lo sviluppo di nuove terapie in grado di colpire le cellule staminali del cancro“.

Qualora i risultati dello studio fossero avvalorati da test clinici, la radio -terapia e la chemio – terapia risulteranno ancora più efficaci nella cura definitiva del cancro al seno, e la stessa ricerca potrebbe essere estesa ad altri tipi di tumore, egualmente aggressivi, migliorando le prognosi riservate ai pazienti.