Il primo ‘Ipnotista’ d’Italia è del Sud: ecco come l’ipnosi può migliorare la nostra vita

Scopriamo chi è Raimondo Laino, il più importante 'Ipnotista' d'Italia che sta divulgando il mondo dell'ipnosi attraverso i canali social e i palcoscenici nazionali e internazionali



Sin dall’antichità il potere della mente è sempre stato oggetto di studio per l’uomo. Già le civiltà dei Maya, dei Greci e degli Egizi hanno utilizzato l’ipnosi per liberare la loro creatività più autentica. Nel corso degli ultimi secoli tanti psicologi e scienziati hanno poi affinato ulteriormente questa disciplina, svelando i segreti dell’immaginazione utili a migliorare la qualità della nostra esistenza. Un caso studio moderno che vale la pena analizzare è quello di Raimondo Laino, il primo “Ipnotista” italiano che sta divulgando il mondo dell’ipnosi attraverso i social e i palcoscenici nazionali e internazionali.

Raimondo è nato a Napoli e ha poco più di trent’anni. Vive a Roma da 13 anni e si è specializzato all’estero nel campo dell’ipnosi. Dopo diversi anni di studio entra a far parte della Ngh, la “National Guild Hypnotists” americana, l’Albo internazionale per ipnotizzatori professionisti più antico e prestigioso al mondo che prevede un percorso accademico attraverso cui si diventa a tutti gli effetti ipnotisti e ipnoterapeuti. Nel 2013 viene premiato al Campidoglio in qualità di personalità europea e due anni dopo inizia la sua attività professionale come “Artista dell’Ipnosi” con le prime esibizioni pubbliche sui palchi che hanno reso possibile la sua notorietà e l’esperienza sul campo.

Dal 2016 collabora in qualità di Mental Coach con gruppi aziendali internazionali, tra cui Barclays, Gabetti, CheBanca! e molti altri. L’anno seguente ha partecipato come trainer al congresso mondiale di ipnosi, il più grande evento di professionisti del settore. Con l’avvento della pandemia Raimondo Laino ha trasferito “online” la sua carriera, raggiungendo in un solo anno oltre mezzo milione di iscritti su Tik Tok, più di 35 mila sul canale Youtube e quasi 40 mila follower su Instagram. Per saperne un po’ di più, Eccellenze Meridionali ha contattato il più grande e importante Ipnotista d’Italia per scoprire come l’ipnosi può cambiare davvero la nostra vita.

Raccontaci un po’ di te, come nasce la tua passione per questa affascinante disciplina?

“Tutto è iniziato quando mi sono accorto che dovevo fare i conti con un vuoto interiore che provavo da tempo. La mia infanzia, come quella di tantissime persone, non è stata semplice: tristezze e dolori hanno segnato profondamente la mia vita. Stavo cercando un modo per porre fine a questo malessere e neutralizzare tutto ciò che mi provocava sofferenza. Mi sono avvicinato a questo mondo un po’ per caso ma anche grazie a mio nonno, che era appassionato delle arti dell’occulto. Inizialmente ero scettico, poi è successo qualcosa di magico e ho deciso di approfondire questa disciplina. Quando avevo all’incirca 17 anni stavo vivendo un periodo buio della mia vita a causa di alcuni problemi familiari ed era arrivato il momento di affrontare le mie ombre. Così ho iniziato dei percorsi personali come paziente in psicoterapia e psicologia. A quei tempi pesavo 110 kg, ero un fumatore accanito, soffrivo di alopecia androgenetica da stress e mi sentivo tremendamente solo”.

– Poi cosa è successo?

“Ho deciso di provare su di me l’ipnoterapia. Grazie all’ipnosi sono riuscito a migliorare profondamente la qualità della mia vita, superando i miei traumi, i miei dolori e le mie sofferenze, trasformando i miei limiti in punti di forza. Così ho scelto di approfondire questa materia attraverso corsi di specializzazione in Francia, America e Inghilterra con l’obiettivo di apprenderla dai più grandi maestri dell’ipnosi come Richard Bandler, Robert Dilts, Paul Mckenna, Paul Eckman e artisti mondiali quali Marc Savard, Messmer, Anthony Jacquin e molti altri. Successivamente ho studiato il sistema di riconoscimento facciale e la Pnl (Programmazione neurolinguistica) e ho scoperto che il creatore di questa disciplina era allievo di Milton Erickson, uno dei padri fondatori dell’ipnosi moderna. Il linguaggio del corpo mi permette di riprogrammare i comportamenti della persona per andare alla radice, nelle profondità dell’inconscio. Così sono andato sempre più a fondo fino ad accreditarmi alla Ngh, la National Guild of Hypnotists”.

– Qual è la tua definizione di ipnosi?

“Per spiegare cos’è l’ipnosi utilizzo solitamente due definizioni a me care: la prima è di un grande ipnotista statunitense, Ormond McGill: ‘L’ipnosi è come l’elettricità, tutti la usano, tutti ne parlano ma nessuno sa che cosa è davvero’. Poi esiste una seconda definizione che credo sia più vicina alla verità, considerando che ancora oggi ci sono tantissimi misteri che avvolgono questa disciplina. Se si vuole sintetizzare si può dire che ‘l’ipnosi è uno stato neurofisiologico dell’essere umano, uno stato di coscienza naturale in cui si manifesta la massima connessione tra la nostra mente e il nostro corpo, dove avviene un’amplificazione sensoriale e un’attivazione delle nostre risorse latenti che porta a metterci in contatto con il nostro inconscio’. Le tecniche ipnotiche servono proprio a produrre questo particolare stato di coscienza, chiamato trance, che ci permette di ristabilire un equilibrio nelle nostre emozioni e nella nostra relazione con noi stessi e con gli altri. Lo stato di trance non equivale al sonno, ma ad uno ‘stato di veglia’. Un ipnotista è quindi una persona specializzata a indurre consapevolmente questo stato di trance, rappresenta una guida nel dialogo tra te e il tuo inconscio. Tutti viviamo questo particolare stato di coscienza durante la giornata: si può dire che è simile a quando la nostra mente va altrove, come quando ci si perde nella lettura di un buon libro o siamo immersi ad ascoltare la musica, o ancora come quando siamo alla guida e ci si dimentica di tutto il resto”.

– Come funziona praticamente l’ipnosi e come è possibile arrivare a questo stato di coscienza, chiamato trance?

“Dentro di noi esiste già la chiave per il nostro equilibrio emotivo e psicologico, solo che a volte è difficile raggiungere questa chiave consapevolmente. Grazie all’ipnosi si può stabilire una profonda connessione tra la mente cosciente e l’inconscio, in modo da acquisire il potere su noi stessi. Molto spesso svolgo sessioni private proprio per supportare le persone nel proprio miglioramento personale e professionale. Inoltre, insieme a un’equipe medica, lavoro anche con persone che vogliono utilizzare l’ipnosi come coadiuvante per diverse patologie personali. Le tre risorse che la persona deve attivare per entrare in trans sono: concentrazione, immaginazione e rilassamento. Esistono due ambiti di utilizzo: la prima è l’ambito della divulgazione, che mostra la parte più potente delle nostra mente, l’inconscio. Attraverso una serie di tecniche induttive come ad esempio l’amnesia e l’analgesia mostro quali esperienze si possono fare con l’ipnosi attivando una serie di meccanismi di attenzione selettiva. Oltre alla divulgazione, esistono ambiti più pratici, come smettere di fumare, superare traumi, partorire, migliore la concentrazione, dimagrire: qui la finalità è aiutarti a raggiungere il risultato, ossia migliorare la tua vita entrando in uno stato di benessere fisico e mentale. Le tecniche induttive sono tantissime, lenti, graduali, verbali e non verbali. L’ipnosi è uno strumento coadiuvante, nel senso che non basta da solo, è uno strumento aggiuntivo per la psicologia, da solo non risolve nulla”.

– Quindi l’ipnosi non è una cura, ma uno strumento efficace per migliorare la propria esistenza?

“Esatto. Le persone non arrivano mai alla guarigione con l’ipnosi. Si può aiutare un malato oncologico a migliorare, gestendo o riducendo il suo dolore, ma dire che l’ipnosi sia in grado di guarire dalle malattie è un’assurdità. Questa disciplina è un’integrazione in una terapia medica. Ad esempio per stare meglio dopo un incidente faccio riabilitazione e in più faccio ipnosi. La utilizzo sempre come strumento aggiuntivo ma mai sostitutivo. L’ipnosi viene utilizzata sempre dopo una diagnosi, prima di praticarla chiedo una cartella clinica della persona. Lavoro sempre con altri medici, psicologici, fisioterapisti, siamo un’equipe. Io in Italia sto iniziando a lavorare così, lo considero un lavoro di squadra, come in America. E di recente la disciplina dell’ipnosi sta conquistando un grande consenso in Italia, proprio perché il mio operato si svolge sempre insieme ad altri professionisti. L’ipnosi aiuta le persone a raggiungere il benessere psicofisico, io rappresento una guida, il libero arbitro non è soppresso, non c’è alcun tipo di manipolazione o controllo”.

– Tra le ipnosi che hai praticato qual è la più bella che hai realizzato?

“Ci sono due momenti importanti di cui vado particolarmente fiero: la prima è una convention svolta nel 2019 dove ho proposto un’ipnosi collettiva: 1.600 persone hanno contemporaneamente sperimentato l’ipnosi. Abbiamo raggiunto un primato, ipnotizzando per la prima volta più di 300 persone in meno di 5 minuti: un record mondiale di induzione ipnotica. Ci sono persone più ricettive e meno ricettive alle tecniche di induzione ipnotica, ognuno di noi ha dei tempi per entrare in trance, c’è chi ci entra in 5 minuti e chi in una settimana di training. Sul palco ho portato quelle più ricettive. L’altra esperienza che ha migliorato la mia carriera di Ipnotista è la partecipazione al programma ‘Tu si que vales’ su Canale 5: fu un momento molto interessante, sotto i riflettori ci sono dei meccanismi complicati, e realizzare che l’ipnosi riesca ad essere efficace di fronte alle telecamere mi ha portato a pensare che potesse funzionare anche online. Così grazie all’aiuto della mia compagna, che è specializzata in socia media marketing, abbiamo raggiunto un grande successo sul web attraverso video divertenti che mostrano come funziona l’ipnosi. E’ stato facile capire insieme come funziona proprio grazie a quell’esperienza televisiva in cui ho provato ad ipnotizzare una serie di persone, tra cui anche Belen Rodriguez”.

– Hai sperimentato l’ipnosi su tantissime persone, qualcuno ti ha mai detto che la sua vita è migliorata?

“Ho infinite testimonianze di persone che hanno migliorato la propria esistenza. Tra queste una cara amica, Monica: ha smesso di fumare grazie all’ipnosi e dopo essersi trasferita a Londra ha avuto una figlia. Ancora oggi mi ringrazia. Ho aiutato tantissimi studenti, sportivi e manager a credere di più in sé stessi, sfruttando il potenziale latente che è presente già dentro di noi. Le persone dopo aver provato l’ipnosi poi diventano devote, non a me, ma a questa disciplina, realizzando che l’ipnosi è uno strumento che va divulgato e condiviso nel mondo. Non è qualcosa di medico l’ipnosi, nessuno può arrogarsi il diritto di dire ‘Io sono quello che fa ipnosi’, tutti lo possono praticare. Ci sono persone che hanno cambiato radicalmente la loro vita a livello professionale, ad esempio ho aiutato una persona all’interno del mondo aziendale a superare una fobia, e da quando pratica l’autoipnosi sono scomparse tutte le sue paure. L’azienda adesso ha raggiunto risultati brillanti: dopo un anno ha fatturato oltre tre milioni di euro”.

– In questo periodo di pandemia qualcuno ti ha chiesto aiuto?

“Durante la quarantena, ho aiutato tante persone con sessioni di ipnosi online gratuite, una buona parte desiderava perdere peso: una persona è riuscita a dimagrire più di 50 kg. Poi ho aiutato tutti coloro che provavano sensazioni di ansia, pressione, panico e solitudine attraverso le pratiche dell’ipnosi ed autoipnosi, grazie alla creazione di alcuni audio che si possono scaricare su youtube che ci hanno portato a raggiungere oltre 2 milioni di visualizzazioni. In tanti hanno scaricato gli audio per rafforzare il sistema immunitario:  ovviamente questo non accade soltanto con l’ipnosi, è necessario assumere anche uno stile di vita sano, ma gli audio in cui svelo le tecniche di miglioramento hanno aiutato tante persone, spesso mi contattano confermandomi che funziona, c’è gente che da quando ha iniziato ad ascoltarli è riuscita a stare meglio, attraverso la riprogrammazione delle proprie sensazioni inconsce. Adesso stiamo immaginando come costruire un’app”.

– L’ipnosi è una scienza?

“E’ una scienza ma non una cura medica. Può essere utilizzata come coadiuvante, in alcuni casi può essere guaritiva ma sempre unita a delle terapie complementari. Come dimostra il sito pubmed, che conta oltre 140 mila ricerche scientifiche documentate, l’ipnosi può essere considerata una disciplina scientifica. In Italia sto insegnando l’ipnosi ai professionisti, proprio come fanno oltreoceano. Sono il primo ad aver coniato il termine “Ipnotista”, depositando anche il marchio. Il mio lavoro ora si svolge tutto online, mentre prima del Covid lavoravo e avevo uno studio a Roma e uno a Milano”.

– Prossimi progetti?

“Il 20 e il 21 marzo è in programma un seminario a Roma con cinquanta persone di cui trenta professionisti sanitari. Appena la pandemia sarà finita ho intenzione di realizzare una serie di tour in Italia: l’obiettivo è creare spettacoli formativi sull’ipnosi per mostrare al pubblico cosa è possibile fare con questa meravigliosa disciplina. Purtroppo c’è ancora da attendere, ma intanto non ci si ferma mai, siamo sempre al lavoro e ci auguriamo di avvicinare quante più persone possibili a questa materia. Spero che nessuno ne avrà più timore e che tutti si renderanno conto che non si tratta di alcuna manipolazione, ma di uno strumento aggiuntivo per migliorare il proprio benessere personale”.