domenica, Settembre 25, 2022
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Un meridionale a capo di un team di scienziati in Usa: "Nostro vaccino efficace al 95%"

Andrea Carfì è a capo delle malattie infettive dell'azienda statunitense che sta sperimentando il vaccino anti-Covid chiamato mRNA-1273

Tra gli scienziati meridionali impegnati in prima linea nella battaglia contro la pandemia c'è anche Andrea Carfì, responsabile della ricerca sui vaccini e le malattie infettive di Moderna, la società americana con sede a Cambridge in Massachussets. In questi ultimi giorni la compagnia ha annunciato che il suo vaccino anti-Covid, chiamato mRNA-1273, ha un'efficacia del 95% anche per gli over 65.

"Il nostro è un vaccino efficace anche per gli over 65 e per le persone con altri fattori di rischio - ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera Andrea Carfì - Abbiamo condotto i nostri studi in completa sicurezza. Non abbiamo saltato alcun passaggio. Gli investimenti finanziari da parte del governo americano ci hanno permesso di accelerare lo sviluppo del vaccino. Abbiamo testato il prodotto su una platea di 30 mila volontari che riflette la composizione della società americana, sia per età che per etnie: giovani, americani, bianchi, afroamericani, latinos".

Originario di Vittoria, in provincia di Ragusa, Andrea Carfì è a capo delle malattie infettive dell'azienda americana: da dieci anni si è trasferito negli Stati Uniti e da due guida il team scientifico di Moderna. Da sempre, il dottore meridionale si è mostrato ottimista sul vaccino, facendo luce su un dettaglio importante: "Il 42% del campione è composto da persone ad alto rischio. Nel dettaglio, il 25% è formato da over 65 e il 17% da individui con malattie o fattori di rischio, come diabete, obesità ecc. Quindicimila hanno ricevuto il placebo, una sostanza innocua, gli altri il vaccino", ha spiegato lo scienziato siciliano.

Per quanto riguarda l'efficacia del vaccino mRNA-1273 e la sua capacità di impedire la diffusione del virus Carfì ci ha tenuto a chiarire che "per il momento sappiamo che il vaccino previene l'insorgere della malattia, lo sviluppo dei suoi sintomi. Dobbiamo ancora capire se potrà prevenire anche l'infezione e quindi evitare che ci siano persone vaccinate che contraggano comunque il virus, rimanendo asintomatici e potenzialmente contagiosi per gli altri. Penso avremo risposta nei primi mesi del 2021".

 

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