Al Sud torna l’ “Estate” con vino, pane e castagne: la leggenda

I tre giorni in cui il sole splende alto e le temperature sono miti, che quasi sembra estate, è a opera di San Martino

Questo periodo autunnale di giornate soleggiate e temperature molto miti, successivo alle fredde temperature del primo periodo invernale è detto “Estate di San Martino“, usualmente infatti, il cielo è sempre limpido con un sole splendente. Il tutto dura per soli tre giorni e ha il suo culmine l’11 Novembre, data in cui viene festeggiato San Martino.

Le condizioni del tempo favorevoli e il caldo si osservano in entrambi gli emisferi, ma con una differenza: nell’Emisfero Australe il cambiamento di temperatura avviene nel periodo tra Aprile e la fine di Maggio. Questo fenomeno è testimoniato da tempo immemore in modo molto frequente in tutte le zone del Mediterraneo, infatti quella che in Italia è definita L’estate di San Martino, in Francia Spagna è denominata “Estate Indiana“.

La leggenda

Il tempo non era dei migliori, un vento gelido sferzava e la bufera era in arrivo mentre Martino di Tours si trovava sulla strada di Amies, in Gallia, per fare ritorno a casa. Sul ciglio della strada, intorpidito e tremante per il freddo c’era un mendicante quasi nudo, Martino senza perdere un istante, tagliò con la spada il suo prezioso mantello per offrirlo al mendicante così che potesse proteggersi dal gelo.

Dopo pochi istanti il cielo si schiarì, il vento smise di soffiare e la temperatura salì al punto tale che i due tolsero i mantelli, godendo dell’estate improvvisa. La notte successiva Martino di Tours sognò Gesù Cristo che gli rivelò di essere lui il mendicante e di essere stato così colpito dalla sua azione da volerlo onorare: ogni anno ritornerà il calore dell’estate in questi giorni.

Questo è un giorno ricco di tradizioni e usante legate alla raccolta delle castagne e alla vendemmia. Nella tradizione Calabrese, la sera della ricorrenza di San Martino, in ogni casa venivano invitati amici e parenti per gustare il vino novello. Le donne si affaccendavano tutto il giorno nella preparazione di prodotti sott’olio, soppressata e altri stuzzichini in vista della degustazione, impreziosita ancora di più dal pane fatto in casa servito rigorosamente ancora caldo per esaltare il gusto del vino novello. Infatti il detto recita: “A San Martinu ogni mùstu è vinu” (Nel giorno di San Martino, ogni mosto è vino).