Sud e Cina insieme per un progetto che aiuterà i bambini con paralisi cerebrale

L'obiettivo è fornire alimenti completi e dispositivi di nutrizione all'avanguardia per migliorare la qualità e l'aspettativa di vita dei piccoli pazienti

Foto facebook Università degli Studi di Messina


Sud Italia e Cina uniscono i loro talenti per aiutare i bambini con paralisi cerebrale. E’ l’obiettivo del progetto di ricerca guidato da Claudio Romano, direttore della Gastroenterologia Pediatrica dell’Università di Messina, che coinvolgerà in totale sei ospedali cinesi. Nella nostra Penisola sono circa 250.000 i bambini con paralisi cerebrale, e in Cina i numeri sono simili a quelli europei, pari a 2 nuovi casi ogni 1.000 nuovi nati.

Un fenomeno in espansione, che va assolutamente sviluppato e rafforzato per garantire le cure innovative necessarie ai piccoli pazienti affetti dalla patologia neurologica. Nonostante l’emergenza Coronavirus in corso, è stato comunque possibile avviare questo progetto internazionale che vede l’Italia e la Cina cooperare in due fasi.

Nella prima si illustreranno le pratiche italiane e quelle europee nella gestione dei pazienti pediatrici con paralisi cerebrale, con l’organizzazione di incontri formativi con medici specialisti in Cina per valutare e condividere gli strumenti di supporto. In una seconda fase si promuoveranno le strategie e le metodologie di nutrizione specifiche per i bambini in cura. Alla fine del 2021 è prevista la pubblicazione dei primi risultati del progetto di ricerca coordinato dall’Università di Messina insieme alla Cina, con l’obiettivo di coinvolgere altre strutture ospedaliere e università.

“E’ il primo passo di un’apertura verso l’area asiatica che va nella direzione di unire le forze e creare una sinergia – ha dichiarato ai microfoni di strettoweb Claudio Romano Fornire alimenti completi e dispositivi di nutrizione enterale all’avanguardia migliora la qualità e l’aspettativa di vita del paziente. La nostra ambizione è partire dall’ambito pediatrico per arrivare ad avere gli stessi livelli di efficacia anche nell’adulto”.

Questa non è l’unica collaborazione internazionale che vede una regione del Sud cooperare con un’altra nazione per migliorare il sistema sanitario. Di recente vi abbiamo anche raccontato della sinergia tra Puglia e Russia per sconfiggere il cancro. Si tratta della sperimentazione del Lutezio-177, che ha visto la cooperazione tra il Policlinico di Bari e la Rosatom, azienda statale russa produttrice del radiofarmaco.