Dalla Russia al Sud per sconfiggere il cancro: risultati incoraggianti da un radiofarmaco

I radiofarmaci a base di Lutezio-177 hanno avuto già ottimi riscontri terapeutici, come ad esempio nel trattamento del cancro alla prostata e dei tumori al pancreas

Coronavirus


Puglia e Russia unite per sconfiggere il cancro. La sperimentazione del Lutezio-177 vede la collaborazione del Policlinico di Bari come partner principale. Il radiofarmaco è prodotto dalla Rosatom, azienda statale russa leader mondiale nell’industria nucleare, conforme agli standard internazionali di qualità e sicurezza GPM dell’Unione europea.

La notizia è stata annunciata nella giornata di mercoledì 21 ottobre durante l’incontro stampa realizzato in videoconferenza con la Russia e intitolato:“Atom without borders. Cooperazione sostenibile per la cura del cancro”. I radiofarmaci a base di Lutezio-177 hanno avuto già ottimi riscontri terapeutici, come ad esempio nel trattamento del cancro alla prostata e dei tumori al pancreas.

“Siamo riusciti a fare delle cose importanti con grande umiltà – ha spiegato a Bari Today il presidente della Regione Puglia Michele EmilianoQuesti livelli di ricerca e cooperazione internazionale dimostrano l’elevata potenzialità e capacità della Regione Puglia nell’accogliere sfide importanti anche in momenti difficili come questo. Abbiamo validitato con successo un percorso a cui però manca un ultimo e più importante obiettivo per dare un senso compiuto al lavoro fatto finora: il paziente”.

“La pandemia Covid-19 quest’anno ha dimostrato al mondo l’importanza fondamentale della cooperazione internazionale in campo sanitario – ha commentato Alexander Shibanov, Direttore Generale della Rusatom Healthcare JSC (azienda della Società statale Rosatom) – Riteniamo che la stretta collaborazione attiva tra i paesi nel campo dello sviluppo di tecnologie per la medicina molecolare, in un prossimo futuro aiuterà a creare nuovi ed importanti strumenti di lotta contro il cancro”.

“Questa attività di cooperazione internazionale, che ci consente di sperimentare nel reparto di medicina nucleare l’utilizzo di uno dei radioisotopi terapeutici più promettenti, oggi assume un valore particolare – ha sottolineato il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore  – Non siamo solo impegnati ad assicurare l’assistenza nella seconda fase di emergenza Covid, ma non dimentichiamo le attività di ricerca che possono risultare determinanti per poter condurre in modo efficace il progresso anche nella lotta al cancro”.