Scavi archeologici, ritrovati oggetti di culto antichi su una collina meridionale

Per la prima volta, nel parco archeologico meridionale, sono stati rinvenuti materiali in ceramica e frammenti di produzione attica e ionica

Foto Facebook Alberto Samonà


Ancora nuovi ritrovamenti straordinari al Sud. Questa volta è successo in Sicilia, dove alcuni reperti emersi dagli scavi archeologici condotti nella Valle dei Templi di Agrigento gettano nuova luce sulle fasi architettoniche, storiche e archeologiche del Santuario e del Tempio D. Sono queste le considerazioni legate alla prima campagna di scavi, appena conclusa, che è stata effettuata dalla Scuola Normale di Pisa in accordo con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta.

Per la prima volta, infatti, sulla Collina meridionale sono stati rinvenuti materiali in ceramica (tra cui un frammento di ceramica attribuibile con certezza all’officina di Corinto del Silhouette Goat Painter I, databile intorno al 580-570 a.C.) e frammenti di produzione attica e ionica inquadrabili cronologicamente nella prima generazione della colonia che, secondo le fonti letterarie, sarebbe stata fondata intorno al 580 a.C. Rinvenimenti che indicano come subito dopo la fondazione quest’area della città, forse già con una destinazione cultuale, fosse frequentata dai coloni.

“Stiamo vivendo una stagione molto interessante dal punto di vista dei ritrovamenti archeologici alcuni dei quali, come sta avvenendo ad Agrigento, aprono nuove ipotesi di studio e accendono l’attenzione sull’enorme patrimonio inesplorato che la nostra Isola custodisce. Occorre aprirsi – sottolinea sulla sua pagina ufficiale facebook l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonàancora di più alle collaborazioni con le Università italiane e straniere e potenziare le campagne di scavi, grazie alle quali non soltanto avremo la possibilità di ampliare il patrimonio archeologico regionale, ma potremo stipulare alleanze in grado anche di funzionare come attrattori per un turismo culturale di qualità”.

L’equipe di ricerca, costituita dagli studenti di Archeologia Classica della Scuola Normale, delle Università di Pisa e di Palermo, ha operato sotto la direzione scientifica del prof. Gianfranco Adornato, aggregato di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana alla Scuola Normale, indagando alcuni settori che si trovano nell’area sacra e all’interno dell’edificio templare.

“Questa prima campagna di scavo-scuola, che ha visto protagonisti sul campo gli allievi e le allieve di archeologia classica della Normale, è stata particolarmente fruttuosa – afferma il professore Adornato – e i promettenti risultati ci sollecitano a investigare l’area con maggiore attenzione. Abbiamo rinvenuto, per la prima volta sulla Collina meridionale, numerose statuette votive deposte ritualmente insieme a ceramica e ossa combuste; questi ex-voto, insieme a cospicui frammenti di tegole in terracotta, sono chiari indizi di un culto e di un possibile edificio sacro di età tardo-arcaica (non ancora individuato), esistente prima della monumentalizzazione dell’area sacra e del tempio, avvenuta intorno alla metà del V secolo a.C.”.