Lavoro, in una regione del Sud cresce l’occupazione nel settore della cultura

I dati sono emersi dall'analisi dell'Osservatorio regionale dello spettacolo nel corso della Fiera del Levante



Al Sud cresce l’occupazione nel settore della cultura. La regione che ha registrato questo incremento è la Puglia: i dati sono emersi dall’analisi dell’Osservatorio regionale dello spettacolo questa mattina nel corso della Fiera del Levante di Bari, durante l’incontro “Custodiamo la cultura in Puglia” nell’ambio delle attività del PACT – Polo delle Arti, Cultura e del Turismo promosse dall’assessorato alle Industrie Turistiche e Culturali.

All’incontro erano presenti Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, Mauro Paolo Bruno, dirigente della sezione Economia della Cultura e Francesca Imperiale, presidente dell’Osservatorio dello Spettacolo. Il report ha analizzato gli impatti, sulle imprese pugliesi della cultura e dello spettacolo, dal cinema al teatro, alla musica, alla danza, e degli investimenti regionali con il Programma straordinario 2017.

“Se avessimo aderito alla tesi che con la cultura non si mangia – ha commentato ai microfoni di Italpress l’assessore regionale Loredana Caponeoggi saremmo un’altra ragione e, invece, è stata una piccola rivoluzione. Le imprese culturali e creative sono cresciute sia sotto il profilo della qualità che della quantità: dal 2014 al 2019, stando ai dati del Sismografo di Unioncamere Puglia, sono 146 le nuove imprese nate e 4.170 i posti di lavoro creati”.

“E tutto questo grazie soprattutto agli investimenti regionali che si sono tradotti in bandi che non sono merito dell’assessore, del direttore, del dirigente, ma il risultato di una visione, di una strategia, dell’ascolto delle categorie, delle imprese degli operatori, dei cittadini. Un percorso partecipato che ha richiesto confronto quotidiano, studio e tanto lavoro”, ha sottolineato l’assessore.

I nuovi contratti attivati sono stati oltre 1.000 di cui 184 a tempo indeterminato e 226 a tempo determinato, mentre le giornate lavorative 7.603 di cui 3.369 a indeterminato e 1.200 a tempo determinato. Inoltre, il Programma straordinario attraverso cui la Regione Puglia ha messo in campo un milione e mezzo di euro per 74 progetti, ha sicuramente dato un forte impulso alla crescita occupazionale.

“Quando abbiamo cominciato, cinque anni fa – ha aggiunto Capone – erano veramente pochissime le risorse economiche in bilancio da destinare alle imprese e alle associazioni culturali, così, abbiamo utilizzato al massimo le risorse del Patto per la Puglia e quelle europee, Oggi, oltre l’80% dell’investimento complessivo in cultura viene da lì”.

“Eravamo convinti che attraverso l’utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento dell’Unione Europea il potenziale di sviluppo del comparto potesse trasformarsi in una grande occasione per la creazione di posti di lavoro e di crescita, e volevamo superare il binomio cultura – tempo libero a favore di quello della cultura – lavoro perché la Puglia è una regione ricca di talento e di professionisti che hanno gli stessi diritti degli altri”, ha concluso l’assessore.