sabato, Luglio 24, 2021
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Intervento record al Sud: medici salvano 20enne con una grave emorragia

Grazie al brillante lavoro dei medici e degli infermieri dell'ospedale meridionale, la giovane donna è stata salvata e ora le sue condizioni di salute sono buone

Grande paura al Sud per una ragazza di soli 20 anni. Durante la notte la giovane di Padula, in provincia di Salerno, è stata colpita da una grave emorragia ovarica che ha messo in serio pericolo la sua vita. Giunta al pronto soccorso, è stata subito trasferita all’ospedale “Luigi Corto” di Polla dove è stata condotta in sala operatoria dall’equipe del reparto di Ostetricia e Ginecologia guidato dal dottore Francesco De Laurentis.

Grazie al brillante lavoro dei medici e degli infermieri della struttura sanitaria meridionale, con la collaborazione del personale ospedaliero di altri reparti, la giovane donna è stata salvata e adesso le sue condizioni di salute sono buone. Come riporta il quotidiano Salerno Today, la tempestività dello straordinario intervento non ha reso necessario il ricovero in Rianimazione. Un nuovo episodio che conferma l’eccellenza della Sanità del Sud, con i suoi medici altamente specializzati sempre pronti ad intervenire per salvare la vita dei cittadini.

Anche se l’attenzione mediatica è ancora notevolmente concentrata sull’emergenza Coronavirus, in Italia continuano ad esserci urgenze sanitarie di ogni tipo, e spesso e volentieri anche veri e propri interventi record. Noi vi raccontiamo quelle realizzate al Sud, che sono sempre di più e che mettono in evidenza delle realtà davvero eccezionali anche nei nostri territori.

Di recente, ad esempio, rimanendo nell’ambito della ginecologia, vi abbiamo raccontato di un trapianto avvenuto in Italia per la prima volta nella storia. Si tratta del trapianto di utero, un delicatissimo intervento realizzato su una paziente di 29 anni, eseguito al Centro Trapianti del Policlinico di Catania, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera Cannizzaro. L’equipe che ha condotto l’operazione è composta dai professori Pierfrancesco e Massimiliano Veroux, Paolo Scollo e Giuseppe Scibilia. La donna, siciliana, ora è salva ed è in buone condizioni di salute.

Quello di Catania è il primo centro italiano dove si è svolto questo trapianto in via sperimentale. Come si legge sul sito della fondazione Umberto Veronesi, possono essere considerate per l’eventuale trapianto pazienti di età compresa tra i 18 e 40 anni, affette dalla sindrome di Mayer-Rokitansky o da una malformazione dell’utero. Possono essere incluse anche donne sottoposte a rimozione chirurgica dell’utero per cause non tumorali. L’iter diagnostico prevede un primo step da effettuare nell’unità operativa di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Cannizzaro e successivamente nel centro trapianti.

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