Coronavirus, il giovane medico del Sud che ha aiutato i pazienti anziani a Milano

Fabrizio è uno dei tanti medici del Sud che hanno lavorato al Nord nel momento più difficile della pandemia



Nei mesi più gravi dell’emergenza Coronavirus vi abbiamo raccontato dell’impegno che tanti medici del Sud hanno portato avanti nelle zone più colpite dalla pandemia. Molti professionisti sono partiti volontariamente per dare una mano, altri invece già lavoravano sul territorio settentrionale. In questo articolo vi parliamo di Fabrizio Grieco, un geriatra e gerontologo 38enne, di Bernalda (Matera), che si è battuto in prima linea a Milano nella cura dei malati di Coronavirus, specialmente anziani.

Come scrive La Gazzetta del Mezzogiorno, Fabrizio si è specializzato all’Università Federico II di Napoli, acquisendo l’abilitazione alla professione medica presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, con il massimo dei voti. Ha partecipato a molti convegni internazionali discutendo delle patologie mediche più diffuse nella terza età. “Vivo fuori casa dall’età di 19 anni – dice Fabrizio – per motivi di studio, prima, e di lavoro, poi. Ho conosciuto realtà profondamente diverse dalla mia. Ho studiato a Napoli e a Roma; attualmente lavoro a Milano. Attualmente lavoro come medico di reparto presso la U.O. di Medicina Interna della “Fondazione Don Carlo Gnocchi – Palazzolo” di Milano, diretta dal prof. Pierluigi Gnocchi. Qui ho prestato assistenza ai pazienti affetti da Covid-19 durante l’emergenza sanitaria.

In un periodo così particolare per l’Italia e il mondo intero, ho cercato di combattere un nemico invisibile e, allo stesso tempo, di curare chi ne fosse colpito. Non nascondo di aver avuto paura, perché mi confrontavo con un virus poco conosciuto e, a volte, dagli effetti deleteri. Grazie, però, al lavoro di squadra con i miei colleghi ed alla fornitura adeguata e puntuale dei dispositivi di protezione individuale, ne sono uscito indenne, contribuendo, nel contempo, a salvare molte vite umane”.

Il giovane medico di Bernalda, però, non dimentica le sue radici: “Sono profondamente legato a Bernalda e Metaponto. I posti del cuore in cui sono cresciuto e formato caratterialmente; in cui vivono la mia famiglia e i miei amici di sempre. Sono convinto che prima o poi si debba ritornare alle origini, dove si è stati bene e dove tutto è cominciato”.