Jorit omaggia Nino D’Angelo: il murale è apparso nel quartiere dov’è nato il cantante

L'ultima opera di Jorit lunga 12 metri è stata realizzata su un palazzo in piazza Guarino nel quartiere di San Pietro a Patierno, dove il cantante è nato e cresciuto

Foto Facebook Jorit


Completato l’omaggio dello street artist Jorit a Nino D’Angelo. Anche il volto del noto artista meridionale in questi ultimi giorni è apparso sui muri della città di Napoli. L’ultima opera di Jorit lunga 12 metri dedicata al cantautore, compositore, sceneggiatore e regista partenopeo è stata realizzata su un palazzo in piazza Guarino nel quartiere di San Pietro a Patierno, dove il cantante è nato e cresciuto.

L’opera, come ha sottolineato Jorit sul suo profilo ufficiale facebook è “ai dettagli”, e raffigura il viso sorridente dell’artista con il suo immancabile caschetto biondo con cui si fece conoscere al grande pubblico negli anni Ottanta. Anche Nino D’Angelo, celebre interprete di canzoni passate alla storia come “Quei ragazzi della curva B” e “Nu Jeans e na maglietta” è dipinto, come in tutte le opere di Jorit, con due strisce rosse sul volto, che rappresentano l’appartenenza alla “Human Tribe”, la tribù umana.

Nino D’Angelo, commosso dall’iniziativa a lui dedicata, qualche giorno fa ha espresso con grande gioia sui social la sua gratitudine a Jorit: “Non ci posso credere, ho le lacrime agli occhi. Il grande artista Jorit, che ha disegnato i volti di tanti eroi del nostro tempo in tutto il mondo, farà un murale dedicato a me proprio a San Pietro a Patierno, quartiere dove sono nato. Questo soprattutto grazie ai miei concittadini che, ancora una volta, mi hanno voluto dimostrare il loro affetto”, ha scritto il cantante napoletano.

“Sono stato sempre fiero di rappresentare questa gente che ha fatto dei propri sentimenti la sua grande ricchezza – ha aggiunto Nino D’Angelo – Qui ho imparato che la fratellanza non è solo una parola, ma capire il bisogno di chi attorno a te vive male e ho abbracciato la comunità, quella vera, che mi ha insegnato l’importanza del vivere insieme, nel bene e nel male. L’adattarsi, il sapere di essere il migliore e accettare di non arrivare mai primo e che noi non saremo mai NOI ma solo quello che gli ‘altri’ vogliono che siamo. Il tempo che mi rimane mi piacerebbe spenderlo per costruire un esercito di intelligenze affinché anche gli ignoranti capiscano che la cultura è come l’aria: un diritto di tutti”.