Una città del Sud protagonista in tv: si racconterà la storia della sua santa patrona

La città e la sua patrona saranno protagoniste di "Freedom – Oltre il confine”, un programma che va in onda su Italia 1 alle ore 21:25, ed è condotto da Roberto Giacobbo



Una città del Sud, nei prossimi giorni, sarà protagonista di una trasmissione televisiva importante. Si tratta di “Freedom – Oltre il confine”, un programma che va in onda su Italia 1 alle ore 21:25, ed è condotto da Roberto Giacobbo. La città in questione è Catania, e la puntata è prevista per il prossimo 18 settembre. A dare la notizia è stato proprio il conduttore, che su Facebook ha pubblicato un video in cui anticipa i temi della serata. Il suo sarà un viaggio attraverso la Sicilia, specialmente a Catania, dove tratterà del Colosseo Nero, l’Anfiteatro romano della città visibile nella parte occidentale di piazza Stesicoro, che lui stesso definisce “opera ciclopica che si trova sotto il tessuto cittadino”.

Successivamente, sarà mostrata ai telespettatori la Cattedrale etnea, in modo da far conoscere al grande pubblico televisivo Sant’Agata e la sua storia: “Faremo vedere il suo velo, il velo che tanti anni fa portato all’esterno si dice che abbia fermato la lava dell’Etna”. Si tratta, conclude Giacobbo di “un evento eccezionale che permetterà all’occhio della nostra telecamera di arrivare vicinissimo al velo della santa e permetterà a tutti di vivere un’emozione intensa come quella che abbiamo vissuto noi”.

La storia di Sant’Agata, tra l’altro, è una storia tragica. Ella nacque nell’anno 238 in Sicilia, a Palermo o Catania. Divenne diaconessa intorno ai 21 anni, ed ebbe un ruolo molto attivo all’interno della comunità cristiana, impegnandosi nella catechesi e preparando i giovani a battesimi, comunioni e cresime. Tra il 250 e 251 subì le molestie del proconsole Quinziano, che si innamorò di lei e le impose di ripudiare la propria fede. Agata però si rifiutò e per questo venne affidata alla custodia rieducativa di Afrodisia e delle sue figlie. Afrodisia era dedita alla prostituzione e il suo compito era proprio quello di corrompere la giovane per sottometterla al proconsole.

Spesso venne portata in orge e ritrovi dionisiaci, ma Agata riuscì a resistere agli attacchi a cui era sottoposta, trovando forza nella fede in Dio, tanto che le sue tentatrici, scoraggiate, decisero di riconsegnarla a Quinziano. Quest’ultimo, non riuscendo nel suo intento, decise di processare la ragazza, che fu portata in carcere dove subì molte violenze. Fu fustigata e sottoposta a un crudele strappo delle mammelle, per poi essere obbligata a camminare sui carboni ardenti. Morì nella sua cella il 5 febbraio 251.

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