Al Sud è stato avvistato il ciuffolotto scarlatto: non si vedeva da 40 anni

E' riapparso in questa regione dopo quasi quarant'anni: un uccello bellissimo, dai colori sgargianti



Da quando c’è stato il lockdown per l’emergenza Coronavirus, la natura ha regalato spettacoli bellissimi. E anche a distanza di mesi da quel periodo, alcuni effetti positivi della quarantena continuano a dare i loro frutti. In Campania, ad esempio, qualche giorno fa è stato avvistato il ciuffolotto scarlatto, un esemplare rarissimo di uccello, che non si vedeva in questa regione da 39 anni.

Un evento eccezionale, quindi, visto che non avveniva dal lontano 1981. Il ciuffolotto scarlatto si tratta di uccelletti dall’aspetto robusto ma slanciato, con grossa testa, grandi occhi, becco robusto e conico, ali allungate e coda dalla punta lievemente forcuta. Questo esemplare presenta un dimorfismo sessuale: il maschio, infatti, ha testa, petto e codione di colore rosso cremisi (tranne l’area dall’orecchio alla base del becco, che forma una mascherina marrone), mentre petto e ventre sono di colore bianco-rosato, il sottocoda è bianco, il dorso è bruno-rossiccio e ali e coda sono nerastre, con copritrici barrate di rosso.
Le femmine, invece, hanno una colorazione più sobria e mimetica, dominata dai toni del bruno-grigiastro su tutto il corpo, più scura dorsalmente e più chiara e tendente al color senape ventralmente, mentre ali e coda sono nerastre, le prime con due barre alari bianco-grigiastre.

Questo uccello era stato visto l’ultima volta a Capri, e dopo aver fatto perdere le sue tracce, non si era più visto per quasi quarant’anni. Ora è riapparso sulle rive del Lago Matese, nell’omonimo parco. L’Associazione Ardea su Facebook ha celebrato così l’evento: “Il #Matese ogni volta conferma il suo enorme valore naturalistico che andrebbe monitorato in modo sistematico e protetto con attenzione. Questa specie trascorre i mesi invernali in India, in Indocina, Birmania, Cina meridionale e Iran surd-orientale migrando in primavera per andare a riprodursi in un’ampia area che va dalla penisola scandinava e all’Europa centro-orientale, raggiungendo talvolta anche l’Italia centro-meridionale, com’è accaduto quest’anno e com’era successo quasi 40 anni fa”.

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