E’ del Sud il primo studio al mondo sulle conseguenze psicologiche del Coronavirus

Attraverso l'Ambulatorio Virtuale di Psichiatria e Psicologia è stato possibile studiare le conseguenze dello stress da pandemia e da lockdown in 205 pazienti con patologie psichiatriche severe



L’emergenza Coronavirus ha visto in campo tutte le forze sanitarie del nostro Paese: medici, infermieri, operatori e ricercatori. Tutti insieme hanno affrontato il momento più duro del lockdown, quando i numeri di contagi e morti erano davvero altissimi e del virus si sapeva molto poco.

Durante quei mesi gli studi e le ricerche sull’argomento sono stati innumerevoli, e tanti hanno provato a fare un po’ di luce su questo nuovo nemico invisibile contro cui il mondo combatte ormai da febbraio. Al Sud sono state tante le ricerche effettuate dagli studiosi, e in questo articolo vi citiamo quella dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, che ha realizzato per la prima volta al mondo uno studio sulle conseguenze psicologiche del Coronavirus.

Attraverso l’Ambulatorio Virtuale di Psichiatria e Psicologia è stato possibile infatti studiare le conseguenze dello stress da pandemia e da lockdown in 205 pazienti con patologie psichiatriche severe, dando vita così al primo studio al mondo sulle conseguenze psicopatologiche correlate allo stress da pandemia da COVID-19 in individui affetti da disturbi mentali severi. La ricerca è stata anche pubblicata sulla prestigiosa rivista Psychological Medicine, con primo autore Felice Iasevoli, professore di Psichiatria dell’Università Federico II di Napoli.

Le persone affette da disturbi mentali, come evidenzia questo studio, manifestano un disagio legato alla pandemia molto più grave rispetto alla popolazione generale, con livelli più alti di stress percepito, di ansia generalizzata e di sintomi depressivi, con rischio ovviamente maggiore di  sviluppare una sintomatologia ansiosa e depressiva di grado severo. Ovviamente, la presenza concomitante di altre patologie mediche e di una situazione economica non stabile, contribuiscono a generare uno stato ancora più pesante di tensione e di sofferenza in questi pazienti. Non è un caso, inoltre, che dopo il lockdown ci siano stati diversi casi di suicidio, purtroppo anche nel nostro Paese.