Torna dal Nord dopo 8 mesi e fa una sorpresa alla sua famiglia: il video è bellissimo

Il ragazzo non vedeva la sua famiglia da otto mesi, così ha deciso di fare ai suoi genitori un grande regalo



Quando nasci al Sud e sei costretto ad emigrare per lavorare, ogni ritorno “giù” rappresenta sempre un momento di grande gioia. In questo senso, l’emergenza Coronavirus ha peggiorato la situazione e dilatato il tempo di chi vive lontano dal proprio paese d’origine. Molti genitori non vedono i propri figli da mesi, addirittura da prima del lockdown. E’ il caso di Ivan D’Ignoti, un giovane siciliano che lavora come regista a Milano.

Il ragazzo, per fare una sorpresa ai suoi genitori, ha deciso di inviare un “pacco da su” con un enorme regalo dentro: se stesso in persona! Il “pacco da su” è ovviamente una rivisitazione del pacco da giù, il tipico pacco pieno di prodotti del Sud che le famiglie meridionali fanno arrivare più volte ai loro figli al Nord durante l’anno.

Ivan, con l’aiuto di alcuni suoi amici siciliani complici, ha organizzato tutto alla perfezione affinché la sorpresa andasse per il meglio. Il giovane non vedeva la sua famiglia da 8 mesi, e ha deciso di rendere indimenticabile l’abbraccio con i genitori, che vivono a Bompietro, un paesino delle Madonie nell’entroterra siculo. Dopo aver ricevuto tanti “pacchi da giù”, ha deciso di ricambiare con il regalo più bello che potesse fare loro.

Come riporta Palermo Today, durante la pandemia Ivan aveva scritto una lettera alla sua famiglia in cui spiegava perché aveva deciso di non tornare a casa: “Sarei dovuto partire nei giorni scorsi per rivederti dopo quasi quattro mesi, ma non partirò. Non posso partire. Non sai la rabbia, la frustrazione, la voglia di scappare e prendere un treno, un aereo, fregarmene delle regole. Non l’ho fatto perché mi hai educato così. Mi hai insegnato a essere responsabile e a non lasciarmi tradire dalla disperazione, dall’istinto e da questa maledetta ipocondria. Fa male sentire il suono dell’ambulanze che rimbomba dalle finestre, vedere i mezzi militari trasportare le salme delle vittime, fa male non abbracciarti e sentirmi dire ‘ce la faremo’. Ti prometto che tornerò presto da te e sarò più grande, più consapevole. Aspettami mamma”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO