La generosità di un pompiere del Sud: offre un giro in barca gratis a bimbi autistici

Un gesto di grande generosità verso i bimbi affetti da questo disturbo



Un piccolo, grande gesto di generosità per regalare ai bimbi sfortunati un momento di spensieratezza. A Bari, Giuseppe Valrosso, un vigile del fuoco, ha deciso di mettere la propria barca a disposizione dei bimbi autistici, per permettere loro di fare un’esperienza diversa e divertente.

L’uomo ha pubblicato la sua “offerta” sul suo profilo Facebook, e il risultato è stato davvero sorprendente, tanto da stupire anche lui stesso. Come riportato da La Repubblica, in tantissimi hanno risposto all’annuncio: “Non pensavo di suscitare tanto interesse – ha detto – volevo soltanto regalare un sorriso“. L’idea, ha poi raccontato, gli è venuta guardando il video del padre di un ragazzo autistico in cui si nota la gioia del figlio mentre nuota felice vicino ad una barca.

Così, ha pensato Valrosso, perché non dare la stessa possibilità e gioia anche ad altri ragazzi? Da qui, quindi, la proposta che mette a disposizione il suo gommone a chi ne ha più bisogno. Su Facebook si susseguono i tanti commenti degli utenti che applaudono all’iniziativa: “I nostri bambini non hanno mai diritto a niente dalle istituzioni.. lei è veramente una persona di cuore”, scrive Carla. “Un buon esempio per chi non capisce i nostri figli”, aggiunge Eugenia. “Grazie di cuore per questo grande e bellissimo gesto.. da una mamma di un bimbo speciale”, il commento di Antonella. Come riporta ilcorriere.it, ora tante associazioni per disabili vogliono prendere contatti con lui. E tra i commenti spunta anche l’ipotesi che si chieda all’assessore al welfare di aiutare Valrosso nella sua bellissima missione.

L’autismo (dal greco αὐτός (aütós) – stesso) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi. I genitori di solito notano i primi segni entro i due anni di vita del bambino e la diagnosi certa spesso può essere fatta entro i trenta mesi di vita. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.

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