Al Sud c’è un monte sospeso tra cielo e mare dove vi sembrerà di volare

Il bello di questo luogo è che qui tutto è gratuito e a vostra disposizione, con cielo e mare a portata di mano, quasi come volare



Sospeso tra cielo e mare, al centro esatto tra un azzurro in alto e un altro in basso. Vicino Palermo c’è un luogo che offre gratuitamente la maestosità della natura, un punto piccolissimo ma con una bellezza gigantesca. Siamo su una collina, a due passi dal capoluogo, che ospita la “la città delle ville”, Bagheria, e alle pendici mostra Capo Zafferano.

Il punto esatto in cui arrivare è il Punto Trigonometrico di Monte Catalfano, un luogo ideale per picnic o per scatti bellissimi da pubblicare sui social. Un’escursione assolutamente da fare, prima o poi. Inoltre, la riserva naturale di Monte Catalfano non è difficile da raggiungere seguendo Google Maps, ma in ogni caso lungo la Statale 113 (da Bagheria a Cefalù) troverete le indicazioni.

Molti amano venire qui in mountain bike, ma serve molto allenamento per riuscirci. Il bello di questo luogo è che qui tutto è gratuito e a vostra disposizione, con cielo e mare a portata di mano, quasi come volare. Se non avete molta voglia di camminare, sull’altro versante da cui sarete saliti ci sono le rovine dell’antica città di Solunto, dove potrete arrivare facendo gran parte del tragitto in macchina, e solo un breve tratto sarà a piedi per arrivare al punto panoramico offerto dal sito archeologico.

La montagna, qui, è di natura calcarea, si protende nel Mar Tirreno con il promontorio di Capo Zafferano. Nel corpo roccioso si aprono alcune profonde cavità (gli zubbi) che accolgono importanti popolazioni entomologiche. Tra questi, lo Zubbio di Cozzo San Pietro, la Grotta dell’Eremita e la Grotta di Cala dell’Osta. L’etimologia del Monte Catalfano è di matrice araba, ed è incerta: la prima parte è riconducibile all’arabo qal’at, mentre il secondo elemento potrebbe derivare da ḥalfān, «giuramento». Attestato nel 1573 come Ialfano dal geografo Tommaso Fazello, durante il XVII secolo il toponimo risulta nell’attuale forma Catalfano.

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