Al Sud c’è un paese pieno di pensionati stranieri: vengono da tutto il mondo

Viene scelto dai pensionati stranieri per i suoi prezzi convenienti e per la vicinanza all'aeroporto

Foto di repertorio


Il Sud è pieno di borghi e paesini di poche migliaia di abitanti, a volte anche al di sotto dei mille, dove si vive in pace e a contatto con la natura. E questi paesini, solitamente, sono scelti ovviamente da persone anziane, che sono nate e vissute lì, oppure che tornano per trascorrere una vecchiaia serena.

In questo articolo vi parliamo di Irsina, un piccolo centro in provincia di Matera, nell’entroterra lucano. Un paesino molto antico, che negli ultimi cinquant’anni ha visto un grande spopolamento dovuto al gran numero di cittadini emigrati per cercare fortuna. Eppure, da una decina di anni, si sta assistendo ad un’inversione di tendenza, dovuta al gran numero di stranieri che scelgono di trasferirsi qui.

Irsina

Sono per lo più pensionati provenienti da tutto il mondo, che decidono di stabilirsi qui, grazie ai prezzi accessibili e alla distanza dall’aeroporto di Bari (a poco più di un’ora). Questi pensionati vengono a vivere la vita serena nel piccolo borgo: “Grazie a loro – aveva affermato a La Repubblica Nicola Morea, sindaco di Irsina – il nostro centro storico sta vivendo una nuova vita. Restauri rispettosi delle strutture e dei materiali e molti investimenti stanno trasformando Irsina in un piccolo gioiello del Sud”.

Irsina (Montepelòse o Mondepelòse in dialetto irsinese, fino al 1895 chiamata Montepeloso) è un comune italiano di 4.631 abitanti, è il 59esimo comune d’Italia per estensione, secondo in Basilicata solo a Matera. Esso è uno dei paesi più antichi della Basilicata, come testimoniano numerosi reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano. Dal Medioevo fino al 6 febbraio 1895 il nome del paese era Montepeloso. Per quanto riguarda l’etimologia, sembra che il nome Montepeloso derivi dal greco plusos, che vuol dire terra fertile e ricca, modificato in pilosum dai latini. Il nome attuale sembra derivare dal latino Irtium.