Coronavirus, al Sud i medici “sentinella”: segnaleranno febbri sospette

Saranno circa duecento i medici che vigileranno sulla popolazione in cerca di casi di febbre sospetta



L’emergenza Coronavirus da più di due mesi sta dando tregua al Sud, nonostante non sia stato ancora raggiunto il contagio zero e stiano scoppiando un po’ ovunque dei nuovi (ma piccoli) focolai. La riduzione dei casi e il miglioramento generale della situazione, sta permettendo, seppur con le dovute precauzioni, agli italiani di andare in vacanza, anche se per brevi periodi.

L’attenzione, però, va tenuta alta, soprattutto perché in molti Paesi la situazione resta gravissima, e c’è sempre l’ombra di una nuova ondata anche in Italia. Così, in tutte le Regioni, si cerca di prendere degli accorgimenti utili a tenere sotto controllo l’epidemia, che per ora fa registrare dei focolai molto circoscritti.

In Puglia, ad esempio, stanno per arrivare i medici “sentinella”, ossia dei dottori (circa 200) che dovranno monitorare i casi sospetti e segnalarli eventualmente alle autorità preposte, per procedere ad analisi o tamponi. Lo ha annunciato l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese: “Se avessimo potuto sapere a dicembre – le parole riportate da Repubblica – che il virus era già arrivato in Italia, l’ondata pandemica avrebbe avuto tutto un altro aspetto e forse avremmo potuto evitare il lockdown. E’ quello che serve ora per evitare una seconda ondata: sorvegliare attentamente il territorio. Fra le varie armi a disposizione c’è anche la tecnica della sorveglianza sentinella”.

Ma esattamente, di cosa si tratta? Lo ha spiegato dettagliatamente Lopalco: “Un campione di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che si offrono di segnalare tutti i casi di febbre che vengano alla loro osservazione e di cui non si sia fatto diagnosi di conferma. Proprio fra questi casi di febbre a causa non nota potrebbe nascondersi il coronavirus. Il ruolo di questi medici è di fornire una linea di base su cui eventualmente individuare segnali di picco di febbre in un certo territorio che potrebbe corrispondere ad una circolazione virale sospetta”.