Sapete che esiste l’ape nera? Si trova al Sud e il suo miele è anti-cancro

Questo tipo di ape, molto diffusa al Sud, produce un miele dieci volte più salutare di quello prodotto dalle api "normali"



L’ape nera è un’ape molto diffusa in Sicilia, sin dagli anni ’70. La sua caratteristica principale è quella di contenere nel suo dna dei geni delle api africane, che sono molto più produttive e resistenti di quelle italiane, e anche meno aggressive. Infatti, l’ape nera sicura è solitamente tranquilla, tanto che spesso la si può avvicinare senza precauzioni, e i produttori riescono ad estrarre il miele anche senza maschere.

Le origini dell’ape nera

L’ape nera ha origini molto antiche. Essa è sopravvissuta a inquinamento e glaciazioni, ma soprattutto alla globalizzazione, che ha portato alla diffusione di alcuni agenti patogeni contro cui però questo tipo di ape è più resistente. Ma l’ape nera deve vivere in un ambiente sano, sia per la propria salute che per quella dei suoi prodotti.

Le produzioni dell’ape nera

Le sue caratteristiche permettono all’ape nera di essere produttiva anche nei periodi caldi, quando la temperatura gira intorno ai 40°. Essa, però, è pronta anche nella produzione di mieli invernali Carrubo (novembre), Nespolo (novembre e dicembre) e Mandorlo (febbraio-marzo).

Le caratteristiche dell’ape nera

L’ape nera smentisce l’idea che tutte le api siano gialle e nere. Esistono, appunto, api scure, grigie o anche nerissime, proprio in Italia. L’ape nera sicula (Apis mellifera siciliana) ha l’addome scurissimo e una peluria giallastra e le ali sono più piccole. Negli anni ’70 rischiò l’estinzione, evitata grazie agli studi e alle ricerche di un entomologo siciliano, Pietro Genduso, che la studiò per anni dopo la classificazione avvenuta ad opera di Montagano nel 1911.

Il miele dell’ape nera

Secondo alcuni studi, pare che il miele prodotto dalle api nere sicule possegga qualità antiossidanti in quantità da tre a dieci volte superiori rispetto a qualunque altro miele. Oltre a queste proprietà, anche tredici sostanze antibatteriche e quattro antifungine, queste ultime mai riscontrate in altri mieli. In particolare, si è scoperto che il consumo di 20 grammi al giorno di miele di agrumi, nespolo e mandorlo, fornirebbe all’organismo una quantità di myricetine, polifenolo correlato con il minor rischio di cancro alla prostata, di 2, 6 e 12 volte la dose correlata con il minor rischio.

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