Al Sud riemergono i resti di una donna vissuta più di 2.500 anni fa

Dai ritrovamenti si è scoperto che la città meridionale cinquecento anni prima della nascita di Cristo commerciava beni di lusso con la Grecia

Ritrovamento Pescara
Foto Facebook Carlo Masci


Il Sud è ricco di frammenti di storia e le tracce appartenenti a un passato lontano spesso ritornano alla luce, facendoci catapultare di colpo in un’altra epoca. Sono tanti i ritrovamenti che sfidano la forza del tempo, come ad esempio l’abbraccio di una mamma e di un figlio pieno d’amore. Tempo fa ve lo raccontammo, si tratta dei due scheletri ritrovati a Mesagne, in provincia di Brindisi, durante i lavori di ristrutturazione e di sostituzione della rete fognaria nel centro storico della città pugliese.

In quella occasione subito è stata contattata la Sopraintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto. Così è stato dato il via libera per proseguire gli scavi con l’aiuto degli archeologi che hanno rinvenuto un totale di cinque tombe probabilmente risalenti al Medioevo. Oltre agli scheletri, gli archeologi hanno trovato anche tre anelli, un ditale, due fibbie da cintura e altri oggetti in bronzo, reperti che convalidano la tesi che gli scheletri di mamma e figlio abbracciati risalgano al periodo medievale (XIII-XIV secolo).

Adesso sopraggiunge la notizia di altri resti scoperti in una città del Sud, grazie agli scavi fatti il pomeriggio del 4 giugno nel campo Rampigna nell’abruzzese. Come riporta il quotidiano Il Pescara, la donna ritrovata sotto terra avrebbe vissuto in quel luogo più di 2.500 anni fa, nella località di Ostia Aterni, una città romana che corrisponde alla moderna città di Pescara. La sua esistenza si colloca tra il III e IV secolo dopo Cristo: a svelare l’età anagrafica della donna sarà solo un particolare test chimico prossimamente. In più, oltre ai resti della donna, sono rivenuti alla luce anche straordinari pezzi di ceramica e un altro tratto di cinta della Fortezza cinquecentesca risalenti a quel periodo storico.

Grande l’entusiasmo del primo cittadino di Pescara Carlo Masci, che su facebook ha commentato così l’antico ritrovamento: “Un’emozione incredibile! Pescara, la città moderna, da tutti definita senza memoria, poggia su radici antiche di duemilacinquecento anni di Storia. Quelli che vedete sono i resti dello scheletro della più antica cittadina pescarese rinvenuta, datati terzo/quarto secolo D.C., periodo Tardo Romano, e di una ceramica di lusso del quinto/quarto secolo A.C.. Oggi, a seguito dei saggi che ho organizzato al Campo Rampigna con la Soprintendenza, diretti dell’archeologo Andrea Staffa, abbiamo fatto queste incredibili scoperte che ci permettono di rileggere la storia di Pescara, una città che cinquecento anni prima della nascita di Cristo commerciava beni di lusso con la Grecia e che, in epoca romana, aveva un insediamento abitativo anche a nord del fiume.

ULTIMO AGGIORNAMENTO