Impotenza maschile, al Sud l’unico ospedale d’Italia che impianta protesi gratis

Quello meridionale è l'unico Istituto dei tumori in Italia ad offrire questa possibilità.



Un uomo su otto, in Italia, soffre di impotenza erettile a causa di patologie primarie e relative operazioni, come l’asportazione della prostata, vescica o colon-retto e radioterapia. A volte, infatti, il cancro è talmente aggressivo che intacca la funzionalità dei nervi che assicurano la sessualità. Ecco perché in molti, dopo l’operazione o le terapie, non possono tornare ad avere rapporti sessuali. A questo, però, c’è una soluzione: l’impianto di protesi di peniene, di ultima generazione. Esse, infatti, rappresentano una soluzione funzionale che dà piena soddisfazione alla coppia.

Queste protesi, però, sono molto costose, per cui è impossibile che tutti riescano ad accedervi. A Napoli, invece, all’ospedale Pascale, si è deciso di impiantarle gratuitamente. Quello partenopeo è l’unico Istituto dei tumori in Italia ad offrire questa possibilità. E in questo senso sono già state effettuate due operazioni: una su un uomo di 58 anni, l’altra su un 62enne, entrambi affetti da un grave deficit disfunzionale erettile.

Gli interventi, comunque, sono stati accompagnati anche da un percorso riabilitativo che ha coinvolto le partner dei pazienti, coinvolgendole nella comprensione profonda di quanto avvenuto a livello non solo andrologico ma anche sessuologico.

Il direttore del Dipartimento Uro-genitale dell’Istituto dei tumori di Napoli, Sisto Perdonà, ha parlato così dei due interventi: “Rappresentano il traguardo di un percorso incentrato non sulla sola malattia oncologica, ma sul paziente – le parole riportate da Il Mattino- oggi, grazie all’ambulatorio di andrologia oncologica attivato circa un anno fa, i pazienti sottoposti a chirurgia/radioterapia pelvica, ed in particolare trattati per tumore alla prostata, alla vescica e al colon retto hanno la possibilità di seguire un percorso personalizzato volto al pieno recupero della funzione sessuale. Molto spesso ci si trova davanti a pazienti guariti dal tumore ma che non lo sono per quanto concerne la qualità di vita, per via dell’impotenza”.

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