Lei sconfigge il Coronavirus, il suo bimbo la leucemia: la storia commovente dal Sud

Un'altra bellissima storia meridionale venuta alla luce durante l'emergenza Coronavirus



Anche l’emergenza Coronavirus può far venire alla luce delle storie bellissime, di vita e di speranza. Questa pandemia non ha causato solo paura e dolore, ma ha fatto emergere anche sentimenti bellissimi come la solidarietà, la generosità e l’empatia. E il lieto fine, in tantissimi casi, c’è stato davvero. In questi giorni nuovi per il mondo e per il nostro Paese, che è entrato in una nuova fase temporale dell’emergenza, agli italiani piace cullarsi sempre più con notizie belle, che diano positività e spinta verso una rinascita. Perché se da un lato è fondamentale mantenere alta la prudenza e rispettare tutte le misure di sicurezza, dall’altro è necessario ricominciare a vivere e farlo con il sorriso.

Dopo avervi raccontato dell’intera famiglia pugliese riunitasi dopo aver contratto il virus, condividiamo con voi un’altra bella storia proveniente sempre dal Sud. A Palermo, infatti, è avvenuto un doppio “miracolo”, con protagonisti una madre e il suo bambino.

La donna ha contratto il virus due mesi fa, a marzo, nelle fasi iniziali dell’epidemia. In casa, con lei, c’era il suo bimbo di 9 anni, immunodepresso perché ha lottato per due anni contro una leucemia linfoblastica, che ora è in remissione.

La donna, ai microfoni del Giornale di Sicilia, ha spiegato quei giorni di paura: “Quando ho cominciato a non star bene, temendo di poter provocare problemi a mio figlio che è immunodepresso, ho chiamato la pediatra. Mi aveva già dato una mano a salvarlo con il suo tempestivo sospetto di diagnosi quando nel 2016 si ammalò di leucemia. E anche stavolta mi ha dato le istruzioni giuste. Mi sono isolata e ho tenuto tutti e tre a distanza anche senza essere certa di aver contratto il virus”.

Poi i sintomi sono peggiorati, e la signora è stata 8 giorni in coma al Covid Hospital di Partinico: “La sensazione che mi rimane è di avere visto cosa c’è oltre. Ero gravissima ed ero nel panico. Mi sono rivolta a Dio e gli ho detto: ho Andrea di 9 anni, deve fare la comunione. Ho Arianna di 5 anni, deve andare in prima elementare. Decidi tu”.

Le avevano detto che aveva solo il 25% di possibilità di guarire, ma dopo giorni durissimi ce l’ha fatta, ed è tornata a casa il 2 maggio scorso.

(Foto di repertorio)

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