Coronavirus, l’infettivologo: “Il modello Campania è stato vincente: vi dico perché”

L'infettivologo campano spiega perché l'emergenza è stata contenuta così bene nella Regione, e dice la sua sulla situazione attuale dei contagi

letto-ospedale


L’Italia è entrata da alcuni giorni in una nuova Fase dell’emergenza Coronavirus, con negozi, bar e ristoranti che hanno riaperto, e un cammino più consapevole dei cittadini verso la propria indipendenza. E anche se il virus è ancora presente nel nostro Paese, si sta già facendo un bilancio e un resoconto di quanto successo in questi mesi: dei punti di forza, di debolezza, delle zone più o meno martoriate, dei modelli da prendere ad esempio e dei fattori da migliorare.

Sicuramente, come spesso evidenziato non solo nella nostra Penisola ma anche in altre parti del mondo, il Sud Italia ha sicuramente retto meglio all’emergenza, come dicono i numeri totali di questi mesi ma anche quelli attuale. Nel Meridione, infatti, sembrano esserci solo dei residui dell’epidemia, mentre i focolai più importanti sono soltanto al Nord.

Tante le realtà meridionali che si sono mostrate eccellenti in questo momento difficile e cruciale per la storia del nostro Paese, come la Campania, dove l’ospedale Cotugno è finito su tanti media internazionali per la sua estrema efficienza.

A questo proposito ha parlato anche l’infettivologo Alessandro Perrella, dirigente medico Infettivologo dell’azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli nonché componente della task force costituita dal governatore De Luca per fronteggiare l’emergenza. Queste le sue dichiarazioni rilasciate a La Presse: “Abbiamo ottenuto i risultati che speravamo di ottenere dal distanziamento sociale, con un netto miglioramento di quella che è l’insorgenza di nuovi casi in Campania, che non sono tantissimi rispetto a quella che è la popolazione globale, quindi sicuramente abbiamo ottenuto dei buoni risultati. Il numero dei test in Campania si aggira intorno ai 4mila ogni giorno, numeri significativi. Non siamo assolutamente tra i più bassi d’Italia. Il modello Campania è stato vincente proprio per quello, per l’ottimo lavoro di squadra che è stato fatto, con il rispetto di tutte le regole nazionali, e apportando anche lei un contributo dal punto di vista tecnico e specialistico. Ci siamo comportati bene sia nel prevedere certe cose, sia per gestirne altre. La Campania non ha niente da invidiare a nessuno. Il contagio zero può avvenire solo con un vaccino, ora si deve convivere con il virus. Ci saranno casi sempre più ridotti e sporadici”.

(Foto in evidenza di repertorio)

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