Al Sud c’è un piccolo borgo scavato nella roccia: è rimasto intatto nel tempo

La Grotta Mangiapane è un'apertura naturale, alta circa 80 metri e profonda 70, che dopo essere stato usato come rifugio dai nostri antenati nel Paleolitico, divenne un micro-borgo abitato



Il Sud è pieno di luoghi meravigliosi, di piccoli gioielli più e meno conosciuti, che rendono la nostra terra ancora più unica e speciale. Alcuni di essi, però, meritano particolarmente di essere menzionati, per diffondere più facilmente la loro bellezza.

A questo proposito vogliamo raccontarvi di un piccolo borgo in provincia di Trapani, in Sicilia, denominato “Grotta Mangiapane”. Esso non è un vero e proprio Borgo, nel senso classico del termine, ma un’alta caverna che fa parte dell Grotte di Scurati, abitate sin dalla preistoria.

Ma cos’è effettivamente questa Grotta? La Grotta Mangiapane è un’apertura naturale, alta circa 80 metri e profonda 70, che dopo essere stato usato come rifugio dai nostri antenati nel Paleolitico, divenne un micro-borgo abitato, fino alla metà del ‘900.

Al suo interno c’era una famiglia di agricoltori e pescatori (i Mangiapane), che nella grotta costruirono piccole abitazioni, stalle per animali, un forno a legna e una cappella, insomma l’essenziale per uno stile di vita semplice, reso speciale però dal panorama circostante: il Monte Cofano alle spalle e di fronte un azzurro straordinario del mare incontaminato del Golfo di Erice.

Nella grotta furono trovati dei reperti risalenti al Paleolitico: denti, ossa di animali, pitture rupestri, il tutto durante varie campagne di scavo partite dal 1870 circa. Non esistono, invece, particolari notizie sul tipo di vita condotto dalla famiglia residente, i Mangiapane, ma il marchese Guido Dalla, che svolse lì gli studi archeologici scrisse queste righe sui residenti: “Un vecchio, che è nato lì, conosceva tutti gli altri abitanti da quando sono nati. Ci ha chiesto delle nostre indagini, e ascoltato le nostre parole con deferenza. Gli abbiamo chiesto di mangiare e bere con noi, e lui ha accettato volentieri, degustando il salame che gli abbiamo offerto e dicendo che non lo aveva mai mangiato prima. […] Eravamo amici veloci.”

Successivamente, il villaggio e le case sono state restaurate dagli appassionati locali, e oggi tutto sembra rimasto intatto nel tempo. Ora la Grotta è un piccolo museo all’aria aperta, che permette a chi la visita di immedesimarsi nella vita di quegli abitanti, toccando con mano gli ambienti in cui hanno vissuto.

ULTIMO AGGIORNAMENTO