Neonato nasce senza arteria polmonare, medici meridionali gli salvano la vita

Una storia a lieto fine all'ospedale di Taormina: il piccolo si è ripreso ed è tornato a casa, in Calabria



Siamo nella Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, e lentamente gli italiani stanno riacquistando i loro piccoli spazi di libertà. Alcune attività lavorative e commerciali stanno tornando alla normalità, ma ci sono settori che non si sono mai fermati.

Tra questi, scontato dirlo, c’è quello sanitario, che da mesi ormai è impegnato nella lotta al Covid-19 ma anche a tutte le altre patologie da cui sono affetti gli italiani. A volte ci si dimentica, infatti, che con il Coronavirus non sono andate in vacanza le altre malattie, anzi, la loro cura si è fatta ancora più complessa a causa delle ulteriori accortezze da tenere per evitare di contrarre questo nuovo, invisibile male.

E proprio perché il Coronavirus non ha bloccato le altre urgenze mediche, vi segnaliamo una bella storia a lieto verificatasi all’ospedale San Vincenzo di Taormina, dove un neonato, affetto da cardiopatia congenita perché nato senza arteria polmonare, è stato salvato dopo un’operazione dell’equipe diretta da Sasha Agati.

Il piccolo, ora guarito, è tornato a casa in Calabria: “La madre – le parole del primario riportate da L’Ansa – dopo la diagnosi e prima del parto si è trasferita in un istituto religioso di Taormina, fino, appunto, alla nascita del bambino, che è stato chiamato Natale. Al suo primo vagito il bimbo è rimasto stabile ed è stato possibile eseguire un necessario intervento correttivo entro la prima settimana. Era affetto da una cardiopatia congenita molto rara denominata ‘truncus arteriosus’: gli mancava l’arteria polmonare, mentre i rami polmonari nascono direttamente dall’aorta ed in più la valvola truncale presentava un’anomalia che ne determinava la disfunzione. Per questo – aggiunge – il piccolo paziente pochi giorni dopo la nascita è stato sottoposto ad intervento di cardiochirurgia correttiva con l’utilizzo di un condotto artificiale che connette il ventricolo destro alle arteria polmonari. Intervento senza nessuna complicanza – chiosa – e dopo due settimane, anche in questo momento di grave emergenza, è tornato a casa”.

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