domenica, Luglio 25, 2021
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Coronavirus, uno studio del Sud spiega come prevenire il contagio

Una ricerca effettuata in Calabria spiega come un algoritmo potrebbe permettere una riapertura delle città più efficace

La Società Italiana di Intelligence e del Laboratorio Predictive dell’Università della Calabria, ha elaborato lo studio “Link City: Oltre Lo Shock del Coronavirus. Un modello predittivo per fronteggiare le pandemie di oggi e prevenire quelle di domani”, una ricerca che spiega come un algoritmo potrebbe permettere una riapertura delle città più efficace attraverso la prevenzione e limitando il contagio del virus. Come? Applicando misure mirate per ogni zona, a seconda del diverso grado di rischio.

La ricerca è stata condotta da Marco Caligiuri (Università della Calabria e Presidente della SOCINT), Elia Lombardo (Coordinatore del Laboratorio Predictive Intelligence dell’Università della Calabria) e Donato Piccoli (Urbanista). E la pubblicazione può essere scaricata direttamente dal web.

Questa ricerca ha utilizzato l’algoritmo XLAW, già testato in 11 comuni italiani per prevenire i crimini predatori, e grazie ad esso si possono individuare le zone dove è possibile effettuare la prevenzione sulla diffusione del virus. Per verificare la validità del progetto, è stata effettuata una simulazione a Napoli, trovando tredici zone con più alta probabilità di contatti.

Grazie a questo metodo si può ottenere un modello che riduce il contatto tra i cittadini per gestire l’emergenza più efficacemente in attesa del vaccino. In quelle zone si potrà agire con azioni mirate: la chiusura totale o parziale dei luoghi, l’aumenti dei tamponi o dei controlli di polizia.

Questo approccio permetterebbe di valutare con buona attendibilità il rischio del contagio con la riapertura delle città, nelle varie zone e nei vari quartieri. La ricerca degli studiosi meridionali, quindi, si prefigge di integrare ambiti differenti per agire insieme contro il Coronavirus: istituzioni pubbliche, sanitarie, mondo assicurativo e aziende tecnologiche.

Intanto, sta per partire la Fase 2 dell’emergenza: intorno al 18 maggio sarà possibile capire se si potrà andare avanti verso la Fase 3 e in quel caso quali strategie ad adottare per spingere ancora di più l’Italia fuori da questo incubo.

 

 

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