Coronavirus, al Sud guarito infermiere nel giorno del suo compleanno

Dopo venti giorni di ricovero Lino è tornato a casa il giorno del suo compleanno. Presto tornerà a combattere in prima linea la pandemia con i suoi colleghi

Lino Romano
Foto Facebook Lino Romano


Una lieta notizia per un infermiere meridionale che aveva contratto il Coronavirus all’Ospedale Cotugno di Napoli, struttura ospedaliera all’avanguardia in prima linea al Sud nella difficile battaglia contro le malattie infettive. Oltre al lavoro condotto contro il Covid-19 in questo periodo, infatti, l’ospedale di Napoli ha affrontato in passato anche il Colera e la Sars. L’uomo si chiama Lino Romano, ed è il primo infermiere dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Domenico Cotugno, ad essere stato colpito dal virus.

Alla fine di marzo Lino Romano scoprì di essere positivo. Come sempre stava lavorando senza sosta insieme ai suoi colleghi dell’ospedale partenopeo per combattere la diffusione della pandemia. Un giorno, mentre si occupava con cura dei suoi pazienti, ha iniziato ad accusare i sintomi e dall’esito del tampone arriva la brutta scoperta. Dal momento in cui è risultato positivo al test è trascorso un mese. Dopo venti giorni di ricovero adesso Lino è finalmente guarito dal Covid-19: il 23 Aprile è tornato a casa e presto potrà tornare a dare il suo contributo all’ospedale Cotugno.

È lo stesso infermiere a raccontare la storia in un’intervista a Fanpage: “L’isolamento è una cosa molto dura da sopportare, soprattutto inizialmente io ho fatto un vero e proprio isolamento nel senso da solo nella stanza, poi con il passare dei giorni per fortuna ho avuto la compagnia di un altro paziente poi dimesso e di un altro ancora dopo”.

Nel giorno del suo 46esimo compleanno, Lino è tornato a casa. Non ha mai nascosto la sua paura provata in quei terribili giorni, in particolare quella di non riuscire ad affrontare la malattia. Ma i suoi colleghi si sono presi diligentemente cura di lui accudendolo dal primo all’ultimo giorno di ricovero: “La prima cosa che ho fatto appena dimesso? Ho alzato la testa al cielo anche se ero ancora al chiuso e ho tirato una boccata d’aria infinita. Ho avuto questa sensazione come se fossi ritornato a respirare a pieni polmoni”.

Quei giorni rimarranno per sempre impressi a Lino. Per combattere “il nemico invisibile”, in quelle settimane di degenza, l’infermiere meridionale ha avviato una raccolta fondi con alcuni amici che lo hanno sostenuto dalle loro case. Il denaro raccolto è stato utilizzato per comprare dei televisori che ha montato lui stesso nelle stanze degli altri pazienti del Cotugno che, come lui, combattevano contro il virus.

Appena guarito, i suoi colleghi lo hanno salutato calorosamente con un applauso, augurandogli di tornare presto a combattere con loro in prima linea la battaglia contro il Covid-19. “È stata una cosa toccante – ha raccontato Lino – è stato il modo migliore di andare via”.