Piazza del Plebiscito, perché si chiama così?

Simbolo storico di Napoli, Piazza del Plebiscito è oggi una delle più importanti piazze d'Italia e meta di milioni di turisti

Situata nel cuore di Napoli, Piazza del Plebiscito è sicuramente un simbolo storico della città. La sua importanza è data anche dal fatto che è circondata dalla Basilica di San Francesco di Paola, dal Palazzo Reale e da Palazzo della Prefettura e dal Palazzo Salerno. È considerata una delle piazze più importanti d’Italia ed è possibile ammirarla sorseggiando uno dei migliori caffè di Napoli caffè nello storico e rinomato bar fondato alla fine dell’ ‘800, il “Gambrinus”.

Origini, storia e curiosità

Originariamente la piazza partenopea non presentava l’aspetto che ha oggi. Fu per secoli solo un ampio spazio irregolare dove si svolgevano feste popolari. È dal Seicento che l’area iniziò ad articolarsi sempre più, in particolare con la costruzione del Palazzo Reale ad opera dell’architetto reale Domenico Fontana. Con l’avvento del Palazzo, detto “Nuovo” per distinguerlo dal Palazzo Vecchio costruito precedentemente, la piazza prese il nome di largo di Palazzo. In questi anni era usanza celebrare nella piazza numerose feste e giochi. Il più famoso era la “Cuccagna“, che consisteva nella riproduzione in cartapesta e legno di una collina, una villa o un castello ripieno di cibo e allo scattare delle 22 in alcune giornate prestabilite il popolo si recava in piazza per prendere quanto più cibo possibile dopo i due colpi di cannone, segnale che dava inizio al gioco.

Successivamente, nel XVIII secolo l’architetto Luigi Vanvitelli diede il via ai lavori di restauro del Palazzo Reale. Ma fu con l’arrivo di Carlo III che il Palazzo Reale divenne una vera e propria reggia nobiliare, allestita con arredamenti e opere d’arte al suo interno. Grazie a Ferdinando IV venne poi alla luce la chiesa di San Francesco di Paola, come voto del re nei confronti di quel santo che lo aveva appoggiato per restaurare la corona borbonica. La realizzazione della Chiesa fu affidata a Piero Bianchi che collocò due statue equestri, di Carlo e Ferdinando di Borbone e fu anche lui a costruire il porticato a semicerchio che troviamo oggi per dare alla piazza un aspetto e una bellezza ancora più monumentali.

A completare la piazza furono poi il Palazzo Salerno, sede privata del principe Salerno figlio di Ferdinando IV e Palazzo dei Ministri, oggi chiamato Palazzo della Prefettura. L’attuale nome della piazza fu scelto dopo il plebiscito del 21 ottobre 1860, che decretò l’annessione del Regno delle due Sicilia al Regno di Sardegna.

Piazza del Plebiscito è, oggi come ieri, meta di milioni turisti da tutto il mondo. Le sue dimensioni sono di 25mila metri quadrati e si trova in un posto strategico della città, tra la fine di Via Toledo, dopo Piazza Trieste e Trento e vicino al Lungomare.

Una curiosità che riguarda questo meraviglioso e attrattivo punto turistico del Sud è il noto gioco di attraversare bendati o a occhi chiusi la piazza. La sfida consiste nel percorrere circa 170 metri in linea partendo dalla porta del Palazzo Reale, che si trova al centro fra le due statue e passarvi nel mezzo, ma mai nessuno riesce vincitore da questo gioco. Questo perché ai suoi albori la piazza aveva una forma irregolare e ancora oggi la pendenza della superficie impedisce a chi tenta di attraversarla di proseguire in maniera diritta. Questo gioco risale ai tempi della regina Margherita: secondo la leggenda la regina concedeva la salvezza ai prigionieri del Regno solo se avessero superato questa difficilissima prova, ma nessuno ci è mai riuscito perché la sovrana a quei tempi lanciò una maledizione che vive ancora oggi e non permette a nessuno di riuscire a superare l’ardua impresa.