Storia e origine del nome Abruzzo

Da dove deriva la parola "Abruzzo"? E perché per alcuni si chiama "Abruzzi"? Vi spieghiamo noi l'origine del termine



Ci sono cose scontate e domande che difficilmente ci si pone. E poi ce ne sono altre, di cose, di cui non eravamo neppure a conoscenza. Voi sapevate, ad esempio, che per molti “Abruzzo” è in realtà “Abruzzi”? Se non ne avevate idea, vi spieghiamo noi perché.

L’etimologia del termine “Abruzzo”

Innanzitutto la parola “Abruzzo” deriva dal toponimo Aprūtium, attestato fin dal VI secolo, la cui origine nel latino medievale è sconosciuta e probabilmente ricollegabile all’antico etnico regionale Praetūtii. Sconosciuto in età classica, esso appare per la prima volta nel sec. VI d. C., in alcune lettere di S. Gregorio. Il termine indica dapprima il territorio teramano o forse la sola città di Teramo, visto che nell’antichità quella zona era abitata dai Praetutii, tant’è che Teramo si chiamava Interamna Praetutia.

Abruzzo o Abruzzi?

Nel corso dell’età moderna, e per secoli, ha prevalso la denominazione al plurale “Abruzzi”, che si è mantenuta anche dopo l’unificazione nazionale. La divisione in due parti di questa stessa regione, infatti, era sancita dal passaggio del fiume Pescara. Tale suddivisione fu creata da Carlo I d’Angiò nel 1273, 40 anni dopo che Federico II di Svevia costituì il Giustizierato d’Abruzzo, ponendo come capitale Sulmona. L’Abruzzo Ulteriore e l’Abruzzo Citerione quindi erano due unità amministrative, il cui nome deriva in questo caso dalla collocazione rispetto al fiume Pescara (Abruzzo al di là del fiume Pescara (Apriutium ultra fiumen Piscariae) e Abruzzo al di qua del fiume Pescara (Apriutium citra fiume Piscariae)).

Dal punto di vista delle sue trasformazioni, quindi, si può parlare di Abruzzi al plurale, anche se l’attuale aspetto unitario della Regione ha permesso alla regione di conservare le sue tradizioni, per cui oggi prevale il sostantivo al singolare.