giovedì, Luglio 29, 2021
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San Nicola di Bari, il santo più amato al mondo

San Nicola è uno dei santi più amati del mondo: il motivo è quasi sconosciuto. Le sue spoglie sono contese in tutto il mondo

San Nicola di Bari è uno dei santi più amati e venerati del mondo. Nonostante non sia tra gli apostoli e gli evangelisti, il suo culto unisce milioni di fedeli in tutti il mondo ed è secondo solo a quello per la Madonna. Infatti, oltre ad essere venerato dai cristiani, è venerato anche dagli ortodossi oltre che dai fedeli di altre religioni. La sua importanza planetaria la si comprende anche notando che è patrono di Bari, di Amsterdam e della Lorena, oltre che di altre decine di paesi più piccoli.

Anche le sue reliquie sono sempre state contese tra diversi paesi, ma poi si è deciso di suddividere i suoi resti mortali in diverse chiese infatti è possibile pregare sulle vere reliquie di San Nicola sia a Bari che a Venezia, Rimini, Bucarest, Saint-Nicolas-de-Port (in Lorena), Volos (in Grecia), nella città di Cernomoretz (in Bulgaria).

Inoltre San Nicola ha dato origine anche al mito di Santa Claus, cioè Babbo Natale, cioè il vecchietto che porta doni ai bambini, così come faceva il santo. Ma negli anni è diventato protettore non solo dei bambini ma anche di numerose altre categorie come le giovani da marito, per i marinai e i pescatori, i farmacisti, i profumieri, i carcerati vittime di errori giudiziari, i mercanti e i commercianti, gli avvocati, gli scolari, i bottai e persino delle prostitute.

La vita di San Nicola tra ricchezza e prigionia

Nonostante non fosse barese, infatti è nato in Licia nell'anno 261 da una famiglia benestante, è diventato simbolo della città di Bari e i suoi abitanti hanno legato la propria fede al santo. Tra le altre notizie che ci sono giunte di San Nicola, sappiamo che aveva la pelle scura. È sempre stato un benefattore grazie all'eredità ricevuta dai genitori. Si trasferì a Myra in Turchia e qui divenne sacerdote e poi vescovo per acclamazione dei fedeli. È stato perseguitato e imprigionato da Diocleziano per la sua fede religiosa e poi fu liberato da Costantino nel 313.

Nella sua vita si è sempre adoperato con grande energia per cercare di aiutare i bisognosi, lottando anche contro i potenti per ridurre le imposte nei periodi di carestia. La sua vita mortale finì a Myra il 6 dicembre dell’anno 343.

La guerra tra Bari e Venezia per le spoglie di San Nicola

Dopo la conquista di Myra da parte dei musulmani, iniziò la contesa sulle spoglie di San Nicola. Le principali contendenti erano Bari e Venezia che, in quel periodo, erano rivali nei traffici marittimi con l'Oriente e, per sottolineare la supremazia sull'altra, volevano acquisire un simbolo dell'Asia, già amatissimo a quei tempi. Iniziò quindi una lotta tra veneziani e baresi. Questi ultimi con tre caravelle e 62 marinai riuscirono ad avere la meglio sulla flotta veneziana. Nel 1087, mentre i ricchi veneziani erano in osteria per prepararsi al viaggio di ritorno con le ossa di San Nicola, i baresi arrivarono nel sepolcro e portarono via le ossa del santo di tutta fretta, lasciando però qualche frammento.

Dal 9 maggio 1087 le reliquie di san Nicola (il cranio e le ossa degli arti principali) si trovano nella basilica di Bari. I veneziani invece anni dopo riuscirono a trafugare da Myra dei frammenti del corpo del santo che ora sono custoditi nell’abbazia di
San Nicolò al Lido.

La festa patronale di San Nicola a Bari

Il grande amore dei fedeli per San Nicola si capisce dal fatto che ogni anno, in occasione della festa patronale festeggiata dal 7 al 9 maggio, arrivano nel capoluogo pugliese migliaia di pellegrini da tutto il mondo. La processione con oltre 500 figuranti in costume d'epoca è il momento più toccante di questa celebrazione. A questo segue anche la processione in mare in cui la statua del Santo viene portata a largo da un motopeschereccio per benedire il mare e l'attività della pesca.

Inoltre è obbligatoria anche la visita alla basilica di Bari. In essa viene prelevata la “manna”, un'acqua molto pura che molti la definiscono miracolosa. Doti benefiche sembrerebbe avere anche la colonna nell’inferriata (nell’angolo a destra della cripta), in molti la toccano per ricevere buona sorte.

La statua di San Nicola è molto amata e venerata. Ha una mano in segno di benedizione con tre dita allungate a indicare la Trinità e l’altra mano, invece, regge il Vangelo che fa da appoggio per tre sfere, che rappresentano i sacchetti di monete portati in dono dal santo a tre
fanciulle in età da marito che, senza una dote, sarebbe state costrette a diventare prostitute. Questo è uno dei miracoli più famosi attribuiti a San Nicola, ma sono numerosissimi i fedeli che ringraziano il santo per aver aiutato la loro vita.

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