giovedì, Luglio 29, 2021
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Scoperto il gemello del Vesuvio nel Tirreno cosentino: "È uno dei più grandi complessi vulcanici sottomarini"

L’analisi dei dati ha evidenziato la presenza di un’ampia area caratterizzata da numerosi corpi magmatici solidificati a diverse profondità che risalgono fino al fondale marino formando edifici vulcanici.

Il Sud Italia si conferma essere una terra estremamente vulcanica. Dopo il Vesuvio in Campania e l'Etna in Sicilia, ora è la Calabria a presentare al mondo il suo complesso vulcanico sottomarino, definito uno dei più grandi al mondo. È stato scoperto il gemello del Vesuvio. La ricerca è stata presentata nella rivista "Tectonic" dell'AGU (American Geophysical Union) e ha mostrato un insieme di vulcani sottomarini, a 15 km dalla costa calabrese tra Scalea e Guardia Piemontese.

Il complesso vulcanico calabrese, gemello del Vesuvio, è formato dai vulcani Diamante, Enotrio e Ovidio che si sarebbe generati tramite la fusione di materiale proveniente dal mantello lungo, ma soprattutto da una profonda frattura della crosta terrestre. La sua origine potrebbe risalire a circa 780.000 anni fa.

La scoperta è stata effettuata utilizzando diverse tecniche geofisiche: batimetria sonar multibeam, sismica a riflessione, anomalie magnetiche e tomografia sismica. L’analisi dei dati ha evidenziato la presenza di un’ampia area caratterizzata da numerosi corpi magmatici solidificati a diverse profondità che risalgono fino al fondale marino formando edifici vulcanici.

Complesso vulcanico nel Tirreno cosentino

Scoperto il gemello del Vesuvio: un vulcano a largo di Scalea

Riccardo De Ritis, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e primo autore dell’articolo ha spiegato:

“L’evoluzione geologica del Mediterraneo occidentale durante l’era Cenozoica è stata controllata principalmente dalla dinamica della placca adriatico-ionica in scorrimento (cd. subduzione) al di sotto della placca euro-asiatica. La segmentazione e fratturazione della litosfera oceanica sono processi che avvengono comunemente nei sistemi in subduzione e prevedono la formazione di porzioni di placche che si immergono nel mantello (cd. “slab”).

La ricerca selezionata come Research spotlight del mese di settembre della rivista EOS – Earth & Space Science News ha come titolo “Magmatism Along Lateral Slab Edges: Insights From the Diamante‐Enotrio‐Ovidio Volcanic‐Intrusive Complex (Southern Tyrrhenian Sea)”, cui ha preso parte l’INGV).

De Ritis ha continuato spiegando dettagli di questo studio sul gemello del Vesuvio:

“Il complesso vulcanico individuato nel Mar Tirreno è stato suddiviso in due porzioni. Una parte occidentale, più distante dalla costa, i cui edifici vulcanici presentano una morfologia accidentata e deformata da strutture tettoniche. La parte orientale, più vicina alla costa, presenta invece edifici vulcanici arrotondati dalla sommità pianeggiante, causata dall’interazione tra vulcanismo e variazioni del livello del mare che ha generato nel tempo cicli di erosione e sedimentazione. La nostra ricerca getta nuova luce sull’esistenza di importanti complessi vulcanici sul fondale marino a distanze dalla costa decisamente inferiori a quanto non si conoscesse in precedenza”.

I nuovi vulcani del Tirreno dal Marsili al Palinuro

Questa scoperta allunga la lista di nuovi vulcani scoperti in questi ultimi anni nel Mar Tirreno. Il primo è stato il Marsili: il più esteso vulcano d’Europa che si trova a 140 km a nord dalla Sicilia e 150 km ad ovest dalla Calabria. In caso di una sua eruzione, potrebbe causare un maremoto che potrebbe devastare le coste tirreniche.

Successivamente è stato scoperto il vulcano Magnaghi, localizzato nel sud del Tirreno, a 220 km a sud est di Napoli. Si tratta di una montagna marina alta circa 2500 metri.

Infine c’è il vulcano Palinuro. Su questo complesso vulcanico ci sono ancora poche informazioni. Ma l'attenzione nei suoi confronti è cresciuta dopo il 2012 in seguito a piccole scosse di terremoto avvertite nell'area cilentana e provenienti proprio da questo vulcano. Quello che si sa è che il Palinuro è un complesso vulcanico che si sviluppa per 75 km ed è composto da 8 principali edifici vulcanici che si diramano a 100 km dalle coste cilentane.

Insomma, il Sud continua a sorprendere e affascinare anche grazie ai suoi vulcani che, pur incutendo timore per la loro pericolosità, sono capaci di catturare l'attenzione di tutti perchè mostrano il lato nascosto della Terra, la sua vera essenza che ha dato origine a tutto.

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