mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Steve McCurry incantato da Palermo: "Un posto meraviglioso e fantastico, davvero una sorpresa"

Il celebre reporter statunitense si trova ancora al Sud, questa volta accolto dal direttore generale della Fondazione Federico II di Palermo, Patrizia Monterosso

Dopo la visita a Napoli, Steve McCurry prosegue il suo viaggio verso Sud. "E' un posto meraviglioso e fantastico. Davvero una sorpresa". Così il celebre reporter statunitense ha definito il Palazzo Reale di Palermo che ha visitato, accolto dal direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso (in foto, ndr).

"Si tratta di una visita molto gradita - dice all'Ansa il Presidente di Ars e della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè - da parte di un artista di respiro internazionale, amante e conoscitore dell'Italia e con una predilezione per la Sicilia che oggi ha potuto conoscere attraverso le meraviglie del Palazzo Reale, della Cappella Palatina, dei Giardini Reali, di tutti gli spazi espositivi e del nuovo percorso archeologico delle Mura Puniche".

Componente della Magnum, McCurry si è laureato nel 1974 in Cinematografia e Teatro presso l'Università della Pennsylvania. Ha iniziato a lavorare come freelance alla fine degli anni '70, realizzando reportage dall'India e dall'Afghanistan, i paesi con cui si identifica maggiormente il suo lavoro. La svolta nella sua carriera arrivò nel 1979, quando entrò nelle zone dell'Afghanistan controllate dai mujaheddin poco prima dell'invasione russa.

Quando è tornato indietro, portò con se rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti per attraversare il confine. Le sue immagini a colori, che coniugano al meglio l'arte del reportage, la fotografia di viaggio e l'indagine sociale, sono state pubblicate in tutto il mondo. "La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente - ha spiegato in una recente intervista - Cerco il momento in cui si affaccia l'anima più genuina, in cui l'esperienza si imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio mostrare il senso viscerale di bellezza e meraviglia che ho trovato davanti a me, durante i miei viaggi".

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