lunedì, Settembre 27, 2021
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Pomigliano, grande successo per l'evento dedicato ad Astor Piazzolla: "Una serata magica ed emozionante"

Dopo aver girato diverse città italiane, María Susana Azzi ha scelto anche il Comune alle pendici del Vesuvio per raccontare il suo libro "Astor Piazzolla - Una vita per la musica"

Una serata magica ed emozionate quella svoltasi a Pomigliano d'Arco (Napoli) venerdì 10 settembre per celebrare il centenario della nascita del compositore argentino Astor Piazzolla. Letteratura, Musica, Tango, Luogo: questi i temi che hanno impreziosito l'evento tenutosi alle pendici del Vesuvio. Nel corso della serata che ha riscosso un enorme successo è andata in scena la presentazione del libro di María Susana Azzi "Astor Piazzolla - Una vita per la musica". Per l'occasione, il connubio tra il Centro Leggimi Forte e il Liceo Musicale Paisiello ha reso possibile una serata dall'importante forza culturale.

María Susana Azzi è un'antropologa e scrittrice argentina. Dopo aver girato diverse città italiane, ha scelto anche Pomigliano d'Arco per raccontare il suo libro "Astor Piazzolla - Una vita per la musica", scritto nel 2019 e tradotto in italiano da Edizioni Sillabe. Dalla critica è stata definita una delle autobiografie più complete su Astor Piazzolla, con un approfondimento che racconta anche il grande legame del musicista con l'Italia.

Nel suo libro la scrittrice argentina ripercorre brillantemente le origini di Astor Piazzolla.  "Astor Piazzolla - Una vita per la musica" è il risultato di oltre 250 interviste tra parenti, musicisti, amici, personaggi dell'arte, dello spettacolo e della cultura. María Susana Azzi riesce a descrivere in maniera innovativa i momenti salienti della straordinaria carriera del musicista italo-argentino che ha rivoluzionato il tango.

A moderare l'intervento della scrittrice e antropologa argentina María Susana Azzi Pasquale Avallone del Centro Leggimi Forte. Un evento unico nel suo genere, arricchito anche dalla partecipazione dei Maestri di Tango Argentino Vincenzo Caiazzo e Oxana Matskevich della Scuola di Tango V.OX di Pomigliano d'Arco con l'intervento musicale M° Massimiliano Pitocco (bandoneón), M° Mario dell'Angelo (violino), M° Ciro Nocerino (Pianoforte) e i contributi cinematografici di Tullio De Piscopo e Daniel H. Piazzolla.

Chi è Astor Piazzolla

Astor Piazzolla nacque l'11 marzo 1921 a Mar del Plata, in Argentina, da una famiglia di immigrati italiani: sua madre Assunta Manetti era originaria di Villa Collemandina in Toscana, mentre suo padre Vicente Pantaleone era originario di Trani, in Puglia. All'età di quattro anni si trasferisce con i genitori a New York: nella grande mela il giovane Piazzolla inizia a suonare il bandoneón, una specie di fisarmonica a due mani che è tradizionalmente associata ai gruppi musicali che suonano il tango.

A New York Piazzolla compose il suo primo tango all'età di undici anni, seguì le lezioni di Bela Wilda, allieva del grande pianista Rachmaninoff, e infine incontrò una delle leggende del tango dell'epoca, Carlos Gardel. Il musicista argentino tornò a Mar del Plata nel 1936, dove iniziò a suonare in diverse orchestre di tango. Dopo essersi trasferito a Buenos Aires e aver iniziato anche la sua carriera come arrangiatore, Piazzolla ha fondato la sua Orquesta Típica nel 1946, per poi studiare a Parigi insieme alla grande compositrice e direttrice d'orchestra Nadia Boulanger. Una volta tornato in Argentina, Piazzolla ideò il cosiddetto "nuevo tango", un approccio innovativo e rivoluzionario che mescolava elementi di musica da camera e improvvisazione jazz, ma senza parti cantate.

Successivamente arriva il grande successo internazionale, con diversi soggiorni all'estero, tra cui l'Italia, dove nel 1973 compone l'album "Libertango". Durante la dittatura militare in Argentina dal 1976 al 1983 Piazzolla è tornato nel nostro Paese, nonostante il suo rapporto con il dittatore Jorge Rafael Videla rimanga oggetto di polemiche. In quegli anni partecipa a diversi progetti, come la colonna sonora del film "Enrico IV" di Marco Bellocchio nel 1982. Nell'agosto del 1990, mentre si trova a Parigi, viene colpito da un'emorragia cerebrale che lo lascia in coma per quasi due anni. Morì il 4 luglio 1992.

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