lunedì, Gennaio 17, 2022
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La confessione di Antonella Palmisano: "Mi criticava sempre, ma il suo silenzio è stato la mia vittoria"

Le confessioni di Antonella Palmisano, il fenomeno della Marcia che ha vinto la Medaglia d'Oro a Tokio 2020

Antonella Palmisano è stata il fenomeno delle Olimpiadi di Tokio 2020, quando ha vinto la Medaglia d'Oro nella Marcia, sorprendendo e lasciando tutti senza fiato per l'emozione, lo ha fatto con un enorme sorriso sul viso. Ma la sua vittoria non è stata solo l'accesso al  podio dei Giochi Olimpici ma un trionfo personale, schiacciante, che l'ha resa più forte e più consapevole del proprio talento

In un'intervista a 'Repubblica', l'atleta pugliese ha confessato che la più grande soddisfazione è stata quella di aver finalmente potuto rispondere alle severe critiche di suo padre che l'hanno costretta a sforzarsi per ottenere il massimo, fino a diventare più forte, più  tenace, capace di percorrere  la propria strada con testardaggine e dedizione giungendo ad un successo mondiale che ha riempito il suo cuore di orgoglio.

Questo è quanto dice Antonella sul proprio rapporto con il padre: "Mio padre mi ha sempre ostacolato, criticava il fatto che andassi ad allenarmi, e io ho voluto sempre contrastarlo, mi ha fatto diventare testarda. Quando vincevo, aveva qualcosa da notare ogni volta, la partenza o il finale che non andava mai bene. Mi ha anche stimolato, spingendomi a non rimanere a casa. Dopo l’oro di Tokyo gli ho fatto: 'Prova a dirmi qualcosa'. Non mi ha detto niente. Il suo silenzio è stata la mia vittoria."

Non voleva e non poteva restare nel piccolo comune pugliese Antonella "Volevo conoscere il mondo, la gente, nuove culture, perché rimanere nel paesino dove mio padre mi criticava sempre? " e del cambiamento è responsabile il tecnico Patrick Parcesepe, l'uomo che l'ha condotta al successo, da Mottola nella provincia di Taranto a Roma fino all'oro olimpico a Tokio: "Mi portava sulla spiaggia libera di Ostia ad allenarmi, a piedi nudi sulla sabbia. Poi all’Eur, sulle scalinate del 'Colosseo quadrato' (il Palazzo della Civiltà Italiana), su e giù mille volte."

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