E’ meridionale il nuovo presidente dei farmacisti europei per il 2022

Si tratta di Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma: guiderà il gruppo che rappresenta tutti i farmacisti e le farmacie dell'Unione Europea a Bruxelles

A sinistra Roberto Tobia - Presidente PGEU 2022, a destra Raimund Podroschko, Vice Presidente PGEU 2022


E’ meridionale il presidente 2022 del PGEU, il raggruppamento di cui fanno parte tutte le Federazioni degli Ordini dei farmacisti e le Associazioni nazionali delle farmacie europee. Si tratta del palermitano Roberto Tobia, classe 1963, segretario nazionale di Federfarma. E’ la prima volta che un rappresentante Federfarma ricopre questo prestigioso incarico. I grandi cambiamenti che hanno interessato l’Unione Europea, a cominciare dalla Brexit, hanno creato la possibilità per l’Italia di accedere alla presidenza del PGEU, in anticipo rispetto alla rotazione prevista per la guida del gruppo che rappresenta i farmacisti a Bruxelles. A dare la notizia una nota pubblicata sul sito di Federfarma.

“Sono davvero felice di avere l’opportunità di rappresentare i farmacisti e le farmacie dell’Unione europea il prossimo anno e ringrazio il presidente della FOFI on. Andrea Mandelli e il presidente di Federfarma Marco Cossolo per aver supportato la mia candidatura – dichiara il neo-eletto Roberto Tobia – Un grazie anche a tutti i colleghi membri del PGEU per la fiducia dimostrata. Sono onorato di questa nomina e mi impegno a proseguire insieme nella proficua attività a difesa della professione e a tutela di tutti i farmacisti europei. La pandemia ha evidenziato i punti di forza e le criticità dei nostri sistemi sanitari e ha chiaramente dimostrato che la rete dei farmacisti di comunità, in prima linea contro il Covid-19 sin dall’inizio, è un pilastro forte e indispensabile, capace di grande efficienza in un complesso contesto emergenziale”.

Il 2022 sarà un anno importante per la ripartenza e ci impegneremo a dare il nostro contributo alla realizzazione di una nuova strategia farmaceutica europea volta a migliorare la gestione delle emergenze come quella relativa all’indisponibilità dei farmaci – aggiunge il nuovo presidente dei farmacisti europei – Al riguardo l’Italia ha partecipato ad un progetto pilota assieme a Spagna, Portogallo e Francia. In base a questa esperienza lavoreremo con l’obiettivo di estendere a tutte le farmacie europee un sistema di segnalazione omogeneo sull’intero territorio dell’Unione.

Ci impegneremo per realizzare progetti volti a valorizzare il ruolo dei farmacisti e delle farmacie europei ed a tutelare al meglio la salute dei cittadini. Intendiamo promuovere nuovi strumenti per incentivare l’uso dei farmaci equivalenti; vogliamo massimizzare le opportunità offerte da Next Generation Eu innescando un processo virtuoso che stimoli gli investimenti privati con il sostegno delle risorse stanziate dalla parte pubblica.

In questo anno, forti della capillarità che caratterizza la rete delle farmacie italiane e della professionalità dei farmacisti italiani, lavoreremo con l’obiettivo di promuovere un modello di farmacia capace di fornire una risposta concreta alla lotta alle disuguaglianze sanitarie. Le nostre farmacie sono infatti diffuse su tutto il territorio, comprese le aree più interne, dove anche se mancano i servizi essenziali, la farmacia è presente ed eroga prestazioni con gli stessi standard qualitativi di quelli fruibili nei grandi centri.

I tempi che stiamo vivendo, le sfide che abbiamo affrontato e che affronteremo richiedono grande impegno e costante attenzione alle esigenze della professione – conclude Roberto Tobia – Vorrei ricordare un illustre farmacista italiano che ha ricoperto questo ruolo prima di me, Giacomo Leopardi, grande protagonista del mondo della farmacia e della professione. Oltre ad essere stato presidente della FOFI e di Federfarma, è stato presidente del PGEU nel 1998 e ha rappresentato la nostra categoria al Parlamento Europeo dal 1994 al 1999. E’ stato e continua ad essere un punto di riferimento per tutti i farmacisti italiani, per l’impegno profuso nella tutela e nello sviluppo della nostra professione”.