Archeologia, un antico vaso racconta il mistero degli amanti dell’Adranon

Si tratta di uno dei tesori che fanno parte della mostra in programma al Sud "Doni oltre la morte. Corredi funerari da Monte Adranone"

Foto Fecebook Alberto Samonà


Al Sud c’è una storia avvolta da un segreto che riguarda un vaso meraviglioso, su cui è raffigurata la coppia sepolta nella tomba 3 di Monte Adranone. E’ ancora un mistero, infatti, se i due amanti sono morti nello stesso momento o hanno deciso semplicemente di essere sepolti insieme. Ed erano due coniugi o forse innamorati e amanti? Sull’hydria (vaso per l’acqua) scelto come urna cineraria, sono raffigurati un uomo e una donna che si tengono per mano e giungono di fronte alla dea degli Inferi.

Il vaso greco è soltanto uno dei tesori che fanno parte della mostra “Doni oltre la morte. Corredi funerari da Monte Adranone” che è rimasta sospesa al Museo Archeologico di Palazzo Panitteri, a Sambuca; si sarebbe dovuta inaugurare il 20 ottobre scorso, ma il borgo siciliano è diventato zona rossa e tutto si è arrestato. Ora gli arredi funerari sono congelati nelle teche: circa 25 pezzi straordinari che dal museo “Pietro Griffo” di Agrigento, dove erano conservati, sono giunti al palazzo sambucese dove resteranno circa un anno, a partire ovviamente dalla data di apertura al pubblico della mostra, che avverrà non appena le norme anticovid lo consentiranno.

Un lavoro di catalogazione, restauro e racconto che ha coinvolto gli archeologi del Parco della Valle dei Templi – che si occupa della valorizzazione e promozione di Palazzo Panitteri e che ha organizzato la mostra con il Comune – e ha permesso di riportare a Sambuca reperti che raccontano l’antica Adranon nell’area che sovrasta la cittadina. Al piano scientifico della mostra hanno lavorato le archeologhe Valentina Caminneci, Donatella Mangione e Caterina Trombi, con il responsabile dell’Unità operativa 4 del Parco, Giuseppe Avenia, mentre Marilanda Rizzo Pinna si è occupata del restauro dei pezzi.

“La storia archeologica della Sicilia è occasione di continue emozioni e invita all’immaginazione e alla scoperta. La mostra dei corredi funerari rinvenuti a Monte Adranone, con i tanti interrogativi che pone, apre scenari coinvolgenti e attuali – sottolinea Alberto Samonà sulla sua pagina facebook – Immagino i musei come fucine attive di idee e stimoli, luoghi carichi di emozione, capaci di una nuova narrazione che riesca ad appassionare soprattutto i giovani alla scoperta del proprio passato.

E’ con questa intenzione e attenzione che, sin dal mio insediamento da assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ho puntato sull’ammodernamento dei musei e dei parchi archeologici per renderli moderni e funzionali e perché possano parlare una lingua attuale e comprensibile – aggiunge l’assessore – Abbiamo bisogno di riappropriarci della Storia per ritrovare le nostre radici e restituire dignità ai luoghi e memoria alle persone”.