Un meridionale è stato scelto per guidare una ricerca mondiale sul Coronavirus

Un meridionale alla guida di un importante team di ricerca sul Coronavirus: la mission sarà prevedere il trend dei contagi



Un calabrese alla guida di un importante gruppo di ricerca per il Coronavirus. Il Prof.Massimiliano Ferrara, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane (Di.Gi.ES), Research Affiliate presso l’Università Bocconi e Delegato per l’Italia presso l’European Mathematical Society, sarà al timone di un team di ricerca internazionale, con il patrocinio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che avrà l’obiettivo di elaborare modelli matematici che predicano la diffusione del Coronavirus nei vari continenti.

Nella sua squadra ci sarà un altro componente italiano, il Prof. Bruno Antonio Pansera, afferente al Di.G.ES e Ricercatore della Cattedra di Matematica per l’Economia presso l’Ateneo reggino. I risultati di questa ricerca saranno pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche del mondo: NATURE Communications, Scientific Reports Nature, Informations Sciences. Tra le Università partner del progetto ci sono la National University of Malaysia e la Bahcesehir University (Turchia).

La mission della ricerca sarà l’elaborazione di un nuovo modello fuzzy di infezione e progressione della crescita dei contagi, partendo dal presupposto che tutti gli individui infetti vengono isolati dopo il periodo di incubazione in modo tale da non poter infettare altre persone. La progressione della malattia in questo modello fuzzy è determinata dal numero di riproduzione di base (il numero di individui appena infettati durante il periodo di incubazione), che è diverso rispetto a quello del modello SIR standard. Combinando un modello di trasmissione fuzzy con dati sui casi di COVID-19 a Wuhan e casi internazionali originati a Wuhan, si stimerà come la trasmissione vari nel tempo tra luglio 2020 e gennaio 2021.

La ricerca, quindi, punta a presentare un nuovo modello matematico per il COVID-19 che ingloba molteplici percorsi di trasmissione, compresi i percorsi da ambiente a uomo e da uomo a uomo; introdurre un compartimento ambientale che rappresenti la concentrazione di virus nel bacino ambientale; proporre un’efficace tecnica numerica per ottenere una soluzione altamente accurata del nuovo modello adattabile anche ad altre situazioni pandemiche.

Fonte Foto: Facebook DiGiES UniRC

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