Materia Oscura, emergono nuovi scenari dai risultati dei laboratori del Gran Sasso

La scienziata a capo dell'esperimento: "Si tratterebbe della prima scoperta di particelle che vanno oltre il modello standard portandoci nel mondo inesplorato della fisica del futuro"

Foto Facebook INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare


Al Sud arriva una ricerca all’avanguardia che lascia ben sperare sulla scoperta di una nuova particella legata a una “fisica del futuro”. I dati rincuoranti provengono da un esperimento scientifico condotto nei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, centro d’eccellenza di tutta la penisola. Questo studio che potrebbe segnare l’avvento di una nuova interessante tappa nella scienza è diretto da Elena Aprile, milanese di nascita e laureata a Napoli, ora alla guida di una collaborazione internazionale di 165 fisici di 21 nazionalità.

A raccontare il rivoluzionario esperimento condotto nei laboratori del Gran Sasso è il Corriere della Sera. I risultati, a quanto pare, sembrano essere incoraggianti per le sorti e gli scenari futuri nel campo scientifico: “Siamo cauti ma i risultati fanno sperare”, ha dichiarato Elena Aprile dalla Columbia University di New York. “Da più di un anno stiamo lavorando sui dati raccolti nel laboratorio del Gran Sasso con il progetto Xenon1T. La probabilità che ci sia qualche nuova, importante particella legata a una nuova fisica, sono rincuoranti”.

“Anche se da scienziata devo tener conto di ogni possibile causa all’origine degli interessanti segnali rilevati – ha aggiunto la responsabile dell’esperimento nei laboratori del Gran Sasso – compreso quello che si tratti di un rumore di fondo legato alla presenza del trizio emesso dai materiali impiegati. Lo abbiamo verificato a lungo questo aspetto ma ancora non abbiamo la certezza per escluderlo”.

Ma cosa è nello specifico lo studio chiamato Xenon1T? Si tratta di uno degli esperimenti più famosi al mondo nella ricerca diretta della Materia Oscura, la forma di materia presente nell’Universo completamente diversa da quella che compone noi, le stelle, ed il gas nelle galassie, ancora non decifrata nella sua natura. Sotto un chilometro e mezzo di roccia è stato scoperto, nel corso dell’esperimento, un eccesso di eventi inatteso ancora avvolto nel mistero.

Attualmente sono tre le possibili ipotesi: una semplice fluttuazione statistica, un’interferenza dovuta alla presenza di minuscole quantità di trizio, ma anche l’esistenza di una nuova particella o di un’interazione che cambierebbe di punto in bianco gli scenari di tutta la fisica moderna. “Si tratterebbe della prima scoperta di particelle che vanno oltre il modello standard che oggi disegna la natura della materia, portandoci nel mondo inesplorato della fisica del futuro. Il nuovo esperimento battezzato XENONnT sarà pronto entro l’anno e quindi fra pochi mesi potremo capire meglio”, ha annunciato la scienziata a capo dello studio Elena Aprile.

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