Al Sud apre un grande parco astronomico: qui si darà la caccia agli asteroidi

Nella giornata di riapertura, si darà la caccia agli asteroidi e si racconteranno tante storie sulle stelle



Gli appassionati del cielo dovranno segnare questa data sul proprio calendario: il prossimo 27 agosto, riaprirà il Parco astronomico Gal Hassin di Isnello, nelle Madonie, in Sicilia. E lo farà con una grande serata dedicata alla “caccia degli asteroidi”. Il polo, che coniuga ricerca scientifica e divulgazione, parteciperà così all’Asteroid Day, la giornata internazionale promossa dalle Nazioni Unite per migliorare la conoscenza degli asteroidi e sostenere la necessità di tenere d’occhio quelli che potrebbero essere pericolosi per la Terra.

L’Asteroid Day, in realtà si celebra però il 30 giugno, una data simbolica, visto che in quel giorno, nel 1908, si verificarono dei fenomeni luminosi molto particolari, nel raggio di 600-700 chilometri nella Tunguska, una gelida regione siberiana. Un enorme asteroide, infatti, era esploso nel cielo abbattendo 60 milioni di alberi.

Ad agosto, l’osservatorio scruterà il cielo cercando galassie lontane e asteroidi come quello che due mesi fa è passato accanto alla terra. Inoltre, sarà spiegato come gli antichi misuravano il tempo e saranno divulgati tanti racconti sulle stelle. Il Parco limiterà l’afflusso del pubblico per le misure anti Covid.

E sempre in Sicilia, come vi abbiamo già raccontato, sarà piazzato entro il 2021 in telescopio particolare, FlyEye, che significa “occhio di mosca”, perché è costituito da 16 telecamere che gli permettono di ampliare il proprio campo visivo proprio come succede nell’occhio degli insetti. FlyEye è il nuovo telescopio realizzato da un consorzio europeo, e sorgerà in cima al Monte Mufara, grazie ad un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) con quella italiana (Asi).

Di questo genere di telescopio ce ne saranno solo quattro nel mondo, ma le aspettative sono altissime, e già si pensa alla collocazione del secondo: “Sarà probabilmente installato in Cile, presso l’Osservatorio Europeo Australe (Eso), per completare la visione del cielo nell’altro emisfero”, aveva spiegato tempo fa Ian Carnelli, responsabile del Programma Studi Generali dell’Esa.

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