Il figlio di Borsellino sulle orme del padre: avrà un importante incarico al Sud

Manfredi andrà a dirigere il commissariato di Mondello, a Palermo, dopo aver svolto il medesimo incarico a Cefalù

Screenshot video Youtube PDoctor1980


Seguirà le orme del padre per inseguire la giustizia, quella vera, in una terra bellissima e difficile come quella della Sicilia. Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, indimenticabile magistrato antimafia ucciso in via d’Amelio, va a dirigere il commissariato di Mondello, a Palermo, dopo aver svolto il medesimo incarico a Cefalù.

Manfredi torna quindi a Palermo, dove già aveva lavorato presso la polizia postale, ai commissariati Oreto e Zisa. Ovunque abbia lavorato si è sempre distinto per la capacità di creare legami con il territorio e i cittadini. A Cefalù, soprattutto, ha guidato una lunga battaglia per la tutela della spiaggia, e ora potrà fare la stessa cosa sul fronte di Mondello.

“Metterci la faccia” e “fare squadra”, sono questi i due motti del figlio di Borsellino, che prenderà servizio il prossimo 25 maggio. Una vita nella giustizia, che gli scorre nel sangue, grazie a suo padre. Manfredi, sin da giovane, con i ragazzi dell’Investigativa andava a caccia di spacciatori e rapinatori fra i vicoli di Oreto e Zisa. Quando suo padre morì, in quella terribile strage in via D’Amelio, il 12 luglio 1992, lui aveva 21 anni.

Qualche anno fa, in un’intervista, aveva parlato così della sua famiglia e del suo rapporto con il valore della giustizia: “Mio padre è stato magistrato, mio nonno materno è stato magistrato, mio bisnonno è stato un giudice militare: una certa aria di giustizia e di legge l’ho respirata fin da bambino. Ho voluto continuare questa strada familiare, anche se con un incarico diverso, poiché credo tantissimo nei valori della giustizia e dell’onestà. Amo a dismisura la mia terra e la città in cui vivo, ho il dovere di fare di tutto per cambiarla in meglio. Indubbiamente la scelta del lavoro è stato influenzata anche dal fatto che mio padre era quasi sempre circondato da poliziotti di scorta o da carabinieri o finanzieri che lo aiutavano nell’attività investigativa, per cui sono sempre stato attratto dal lavoro svolto da questi validissimi collaboratori di mio padre”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO