Coronavirus, la proposta del Sud: facciamo studiare i bambini nelle fattorie

Sarebbe una buona occasione per avviare i più piccoli all'educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna



La Fase 2 dell’emergenza Coronavirus è partita ieri, e con essa qualche piccolo, graduale passo verso la normalità. Tra le nuove aperture, però, non figura quella delle scuole, che rimarranno chiuse fino a settembre, quando si decideranno le modalità di ripresa. Con il riavvio delle attività lavorative, però, molte famiglie con bimbi piccoli potrebbero avere non pochi problemi organizzativi: se i genitori lavorano, chi tiene i bambini?

A tal proposito è arrivata una proposta interessante da parte di Coldiretti Abruzzo: le campagne e le fattorie potrebbero accogliere i bambini in sicurezza e intrattenerli con attività educative, a contatto con la natura e all’aria aperta. Una specie di scuola nella fattoria. Sarebbe certamente una buona occasione per avviare i più piccoli all’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi, l’alternanza delle stagioni e la possibilità di produrre in modo sostenibile.

Cosa farebbero i bimbi nelle fattorie? Innanzitutto respirerebbero aria pulita, poi potrebbero cimentarsi in attività pratiche come seminare e raccogliere, e poi potrebbero incontrare e toccare animali e piante.

Questo uno stralcio della nota di Coldiretti Abruzzo:

“In questo momento storico è importante che la Regione faciliti l’attività di fattoria didattica, attualmente imbrigliata in una serie di macchinose procedure burocratiche. Ci sono decine di aziende agricole pronte ad accogliere piccoli gruppi, tenendo conto delle norme di sicurezza, distanza e igiene previste per la fase 2, dopo la chiusura forzata delle scuole. Imparare in fattoria vuol dire toccare con mano quello che sono le varie realtà produttive e quindi l’origine dei prodotti alimentari. Così se si visiterà un’apicoltura, non si guarderà l’alveare dal di fuori ma, con le adeguate protezioni, si potrà aprire e dare un’occhiata da vicino alla frenetica vita delle api che non si sono fermate con il lockdown, partecipando magari alle varie fasi di estrazioni del miele dal favo. Oppure, con l’aiuto dell’agricoltore, si potrà coltivare un piccolo orto e vedere lo sviluppo di ortaggi e verdure tipiche della nostra alimentazione, scoprendo magari che le patate sono dei tuberi e che crescono sottoterra. I più volenterosi potranno dare una mano nella pulizia della stalla o nell’accudire animali di piccola taglia come galline o conigli. E non mancano neppure i servizi di agrinido con alcune decine di realtà da nord a sud della penisola”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO