10 curiosità su Matera: leggende e tradizioni che non puoi perderti



Capitale europea della Cultura 2019, città dei Sassi, Patrimonio Nazionale dell’Unesco dal 1993, Matera è un centro di assoluto fascino. Tra i paesi abitati più antichi al mondo, per via della sua geografia, sono molte le suggestioni che offre. Passiamo in rassegna quelle più avvincenti.

Tra le prime da ricordare ci sono quelle relative alla patrona della città, la Madonna della Bruna. La sua festa cade il 2 luglio, giorno in cui si svolgono tre processioni. La prima è di mattina, durante la “processione dei pastori“, quando è il quadro della Vergine ad esser portato in giro per il paese. Segue quella della statua, guidata dalle autorità religiose e civili, con la scorta dei Cavalieri della Bruna, in direzione chiesa di Piccianello. Per ultima, si ha quella che riconduce l’effige all’interno del Duomo. Il trasporto avviene su di un carro, fatto in cartapesta che, al ritorno, è assalito dai fedeli, con lo scopo di portarsi un pezzo a casa, per devozione. A tal proposito, si parla di “strazzo“.

  • Il passaggio alla Vergine

Questa tradizione risale alla leggenda che racconta di una giovane in cerca di un passaggio. A condurla in città, fu un contadino, con il suo carro. Giunti alla chiesa di Piccianello, dopo aver detto: “Su un carro così addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città“, la ragazza diventò una statua.

  • Il carro è nostro

Un altro racconto vuole, invece, che lo “strazzo” risale alla necessità di salvare le immagini sacre. Infatti, in passato, i fedeli avrebbero distrutto il carro per evitare che potesse cadere nelle mani dei saraceni.

  • Morte al Tiranno

Versione opposta è quella in base alla quale, lo “strazzo”, è dovuto alla volontà dei materani di costringere il loro signore, il Conte Giovancarlo Tramontano, a mantenere le promesse fatte al popolo. Originario di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, costui fu un desposta, ucciso in seguito ad una rivolta.

  • La processione dei morti

Altre due leggende sono collegate al 2 Novembre. In occasione del giorno dei morti, la prima vuole che le anime del Purgatorio scendano in processione dal cimitero comunale, sito in via IV Novembre, fino ai Sassi, portando con loro un cero acceso.

  • Fantasmi in giro per i Sassi

La seconda racconta dello spirito di un monaco che appare dove è scomparso qualcuno. Non si tratta, però, del solo fantasma che si può vedere nel centro storico del capoluogo dell’omonima provincia. Esistono anche testimonianze di ombre (“la malambr“), anime dei defunti che scoraggiano i vivi dal seguire i loro passi.

Veduta dei Sassi
  • Il pane di Matera

In seguito all’invasione turca dell’Anatolia, inizia la dispersione di alcuni monaci eremiti, in giro per il mondo. Una delle loro principali esigenze era preparare il pane in onore di Dio. L’alimento doveva essere morbido e adatto al Re dei Re. Sulla base di un episodio relativo ai Re Magi, intenti a mangiare nella grotta di Betlemme, fu stabilita la necessità di preparare il pane nelle grotte. Tra i frati, alcuni giunsero nei dintorni di Matera, dove nelle caverne del posto, trovarono farina in quantità e riuscirono a prepararne di morbidissimo.

  • Il tesoro del Re

Le spelonche intorno la città non hanno ospitato solo chiese. Difatti, si narra che una di esse nasconde un favoloso tesoro, appartenuto a Re Barbarossa. Dopo aver distrutto una chiesa, il sovrano avrebbe seppellito la figlia con le sue ricchezze. I più hanno individuato questa grotta in quella dei “Pipistrelli” o in quella adiacente, la “Funeraria“. Spinti dalla curiosità e dalla possibilità di diventare ricchi, pastori, contadini e molti altri ancora hanno provato a recuperare la fortuna nascosta dal Re, ma fino ad ora nessuso è riuscita a trovarla.

  • Il Castello delle Monacelle

Nella frazione di La Martella, abitava una ragazza, orfana di madre e figlia di un padre violento. Un giorno, la giovane trovò l’anello nunziale della mamma e lo indossò. Ciò provocò la rabbia del papà, che, da quel momento, iniziò a cercare una nuova donna da sposare. Nessuna riusciva, però, ad indossare il gioiello. Fu così che l’uomo ebbe la malsana idea di sposare la sua erede. Di fronte a questa possibilità, la giovane chiese aiuto a Sant’Anna. Il sostegno arrivò nel giorno stesso del matrimonio, quando la Santa la condusse in salvo nella fortezza delle Monacelle, mentre il genitore veniva portato all’inferno dal diavolo in persona.

  • La poetessa fantasma

Lungo la valle del fiume Sinni, sorge il Castello di Valsinni. In questa fortificazione è possibile incrociare il fantasma di Isabella Morra, poetessa, vissuta tra il 1520 e il 1546. Figlia del Barone Giovanni Michele Morra, alleato dei Francesi in guerra con gli Spagnoli per il controllo del Sud Italia, fu costretta a seguire il padre in esilio. La sua vita fu allietata dal canonico Torquato, tramite tra lei e il suo amato, il cavaliere spagnolo Diego Sandoval de Castro, nemico della sua famiglia. Per questa ragione, scoperta dai fratelli, fu uccisa, insieme al suo amante e tutore. E ancora oggi, il suo spirito vaga inquieto per le stanze del castello.

Castello di Valsinni
  • Il paese fantasma

Chiudiamo questa carrellata con la “visita” ad una vera e propria città fantasma. Si tratta di Craco, a 50 km da Matera. Il centro è del tutto abbandonato, a partire dal 1963, a causa di una frana. L’aspetto spettrale ha contribuito, tuttavia, a renderlo una metà turistica molto ricercata e un ambito set cinematografico. Qui sono state girate scene di “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi e il finale di “The Passion” di Mel Gibson.

Veduta di Craco

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